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13.11.2019

Coop Primavera si fonde con Agrintesa

Lavorazione di fragole a Zevio
Lavorazione di fragole a Zevio

Sviluppare le produzioni, aggregare l’offerta per rispondere meglio alla domanda del mercato, accorciare la filiera per garantire un’equa remuneratività ai coltivatori. Questi i principali motivi che hanno spinto la cooperativa agricola La Primavera a fondersi alla pari, a partire dal primo gennaio del 2020, con Agrintesa di Faenza (Ravenna), tra le principali realtà ortofrutticole a livello nazionale, avendo una produzione annua di 270mila tonnellate ricavate su circa 350 ettari principalmente a serre. Se Agrintesa vanta un sistema qualità-ambiente volto a garantire ai consumatori salubrità, igiene, sicurezza e legalità delle proprie produzioni, La Primavera va a fare massa critica nel settore del biologico della coop faentina, essendo storicamente specializzata nella coltivazione di frutta e verdura bio con una produzione di 5.000 tonnellate annue, frutto del lavoro di una sessantina di aziende socie, perlopiù veronesi. Il presidente della Primavera, Albino Migliorini, spiega che il percorso di avvicinamento con Agrintesa era stato avviato nel 2014. Obiettivo prioritario: promuovere e sviluppare il biologico, comparto che negli ultimi anni registra consumi in crescita costante. Da qui la necessità della aziende produttrici di garantire solidità, dimensioni adeguate e offerta costante dei prodotti. Ulteriori vantaggi, conseguire economie di scala, ritenute indispensabili per assicurare la massima efficenza. «La fusione rafforza la possibilità per i nostri soci di guardare al futuro con maggiore fiducia, di essere più competitivi e organizzati a livello produttivo e commerciale, ai fini di migliori risposte economiche. Contemporaneamente Agrintesa potrà dar slancio allo sviluppo dell’agricoltura bio sul territorio nazionale e, in primis, a quello veronese», spiega ancora Migliorini. Dal primo gennaio la denominazione La Primavera contraddistinguerà solo i punti vendita al dettaglio della coop. Gli accordi tra Agrintesa e l’associazione di Campagnola prevedono il gradualmente potenziamento strutturale e dei macchinari della sede zeviana, con l’obiettivo di migliorare e abbattere i tempi di confezionamento. «Piccolo era bello una volta, ora non più, se si punta alla massima efficienza. Mettere sul mercato solo la produzione del Nord Italia è riduttivo. Servono anche agrumi e altra frutta emergente tipo, ad esempio, il melograno oppure l’avocado, che nella Sicilia del sud si può produrre con i cambiamenti climatici che stanno intervenendo. Va rilevato», conclude il presidente, «che l’esperienza trentennale della Primavera si coniuga perfettamente con Agrintesa, da sempre estremamente attenta alle tecniche di coltivazione più moderne e rispettose dell’ambiente, per offrire al consumo una gamma completa di frutta e verdura maturata nelle zone italiane più vocate. E l’areale veronese è annoverato come eccellenza sul campo della produzione ortofrutticola bio». •

Pietro Taddei
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