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24.07.2019

Cercano 20 operai, non ne trovano

Per assumerli, cercano 20 ragazzi sotto i 30 anni ma non riescono a trovarli. Succede in un’azienda in espansione, attiva nella zona industriale di Santa Maria, specializzata in coibentazioni termiche e idrauliche. Il lavoro consiste nell’evitare dispersione di calore e trasudazioni da tubi e centraline industriali, rivestendoli con coppelle o altri isolanti tipo la lana di vetro. In tempi di grande disoccupazione giovanile la difficoltà a trovare operai appare come una contraddizione bella e buona. Eppure è così. In materia la percentuale dei disoccupati under 30 è piuttosto ballerina. Certo è, purtroppo, che a livello Ue l’Italia è al terzo posto in questa miserevole classifica, dopo Grecia e Spagna. I motivi del «caso» di Santa Maria, sembrano scontare la carenza di scuole professionali che diano ai ragazzi una preparazione pratica, più che teorica e un certo disinteresse per portare a casa lo stipendio a fine mese anche se il lavoro può non essere al top. Zevio non fa differenza rispetto ad altri Comuni: molte persone con difficoltà nell’ incrociare un lavoro pressano il sindaco perché ci metta una buona parola nella ricerca di un posto. Il sindaco Diego Ruzza ha quindi tirato un grosso sospiro di sollievo alla notizia di un’offerta occupazionale piuttosto corposa in tempi di magra. Così alla ditta ha girato un elenco di persone in cerca di lavoro e, stupefatto per il risultato negativo, ha poi pubblicato su Facebook la notizia. Anche il social più noto ha però, al momento, sortito effetti praticamente nulli. «Stiamo ricevendo curriculum piuttosto strani perché in generale i candidati non hanno neppure idea di cosa sia l’idraulica», spiega una responsabile della ditta di Santa Maria, preferendo l’anonimato. «Qualcuno si è rivolto a noi dopo aver fatto l’alberghiero, un paio di ragazze ha dato disponibilità immaginando si trattasse di lavoro impiegatizio. Si sono fatti avanti pure due giovani magrebini ma con scarsa conoscenza della lingua italiana. Li sentiremo, ma proprio per questo non sarà facile assumerli. La nostra specializzazione indirizzata ai neo assunti è quella principalmente di lavorare nei cantieri dove ci chiamano», puntualizza la ditta. «Noi cerchiamo persone un po’ indirizzate nel nostro settore o che abbiano avuto esperienze simili. Inizialmente li affianchiamo a personale esperto, divenuti autonomi saranno muniti di furgone per spostamenti e trasporto materiali». L’elenco del sindaco? «Abbiamo chiamato tutti, hanno risposto in due, tre. I candidati ideali sono persone che hanno bisogno di occupazione, che non vadano via una volta formate e che abbiano la patente. Per la verità il nostro lavoro è un po’ pesantino ma quando, ad esempio, c’è da maneggiare la lana di vetro che punge un po’, il personale ha tutte le protezioni necessarie. Non potrebbe essere diversamente entrando in cantieri super controllati. L’impressione» concludono dall’azienda, «è che i giovani cerchino lavori facili. Di norma ai colloqui chiedono innanzitutto quanto spetta loro di ferie e lo stipendio, ma invece la prima cosa da chiarire è accertare ciò che sanno fare». Riusciranno i "navigator" a facilitare l’incontro tra datori di lavoro e lavoratori? Oppure l’iniziativa mostrerà armi spuntate? Se saranno rose dovrebbero fiorire in autunno. A titolo di cronaca, intanto, lo stipendio erogato ai suoi apprendisti dalla ditta di Santa Maria è di 1.200 euro al mese, ferie comprese. •

Piero Taddei
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