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27.06.2019

Cappella del Chiarenzi riaperta per un giorno

La cappella del Chiarenzi
La cappella del Chiarenzi

Per un giorno, sabato, festa di San Pietro apostolo patrono del paese, la cappella dell'ex ospedale Chiarenzi di Zevio tornerà alle funzioni religiose. Dopo l'abbandono per anzianità di don Pasquini, la chiesetta non ha più preti in servizio causa la carenza di vocazioni avvertita in tutta la diocesi. Alle 10, sarà il parroco don Gaetano Pozzato a celebrare la messa per commemorare il 165° anniversario dalla morte del fondatore dell'ex nosocomio don Luigi Chiarenzi. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, verso la metà dell'800, don Luigi dava il meglio di sé per allestire uno stabile con annessi terreni in quella che allora si chiamava via Caneole. Obiettivo del sacerdote era soddisfare le numerose richieste avanzate dai parrocchiani volte ad allestire in paese un ospizio e un luogo di cure per i bisognosi. Secondo le cronache del tempo, agli albori, nel 1853, le degenze medie furono 27. Il personale infermieristico era composto da pie donne e persone caritatevoli. Dal 1854 l'organico poté avvalersi anche dell'opera di tre suore della misericordia. La costituzione ufficiale dell'ex ospedale data 2 dicembre 1851, quando con atto notarile don Chiarenzi dona struttura e terreni fino ad allora di sua proprietà al Pio istituto di carità, operativo in paese dal 1591, impegnando la congregazione ad essere attenta a fornire i poveri di medicine e a continuare l'opera del fondatore nato a Tregnago il 16 gennaio del 1785. A meno di un anno dalla morte avvenuta l'8 maggio del 1854, don Luigi scrive nel testamento di lasciare alla comunità zeviana i suoi beni e di impegnarla moralmente ad ampliare e a migliorare il Chiarenzi. Negli anni '70 del 900 la proprietà dell'ospedale con all'epoca 400 posti letto, viene però ceduta alla Regione ritenendo che l'ente pubblico potesse offrire maggiori garanzie di continuità. Invece fu l'inizio della fine. Con la riorganizzazione sanitaria, infatti, i reparti chiusero uno dopo l'altro, l'ultimo a fine 2015. Nel frattempo la politica aveva scodellato promesse mai mantenute e i fan dell'ospedale giuravano che don Chiarenzi si stava rivoltando nella tomba. Per un terzo ora la struttura è gestita dall'Ulss, gli altri due terzi sono stati ceduti in comodato d'uso gratuito al Comune qualche anno fa. Ma visti gli scarsi movimenti in quest'ultima parte, molti si chiedono se i silenzi sul futuro dell'ex luogo di degenze da parte dell'amministrazione civica non nascondano l'impossibilità di gestire quantomeno finanziariamente la funzione sociosanitaria della struttura. Alla celebrazione di sabato è annunciata la presenza del sindaco Diego Ruzza e del cappellano storico del Chiarenzi, don Giovanni Beverari, con l'ex consigliere comunale Romano Spillari propugnatore della necessità di impugnare il testamento Chiarenzi per far tornare l'ex ospedale al servizio della comunità zeviana. •

P.T.
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