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11.01.2020

Addio al radiologo Gaspari che amava pittura e scultura

Dionigio e una sua statua
Dionigio e una sua statua

«Per mantenere la famiglia ha fatto i raggi X a tutti in zona, ma terminato il lavoro all'ospedale Chiarenzi non vedeva l'ora di esprimersi con l'arte». Roberto Gaspari, direttore della Banda Tognetti di Perzacco, tratteggia così la figura di suo padre, scomparso giovedì scorso. Per lungo tempo Dionigio Gaspari, 79 anni, ha rappresentato il volto buono dell'ospedale zeviano in veste di tecnico di radiologia. Proverbiale la sua dedizione al lavoro ma anche il modo gentile e professionale con cui lo svolgeva. Ma la passione della vita era l’arte. Il figlio Roberto ricorda che l'aveva studiata e agli Stimmatini e poi insegnata, frequentando l’accademia Cignaroli. «Purtroppo poco dopo il pensionamento è stato colpito da una malattia neurodegenativa che induce tremore e rigidità. E non ha più potuto dedicarsi all'arte, con suo immenso rammarico», spiega Roberto. Personaggio poliedrico, papà Dionigio: realizzava acqueforti, oli su tela, acquerelli, sculture su legno e tufo. Ma era anche uno sperimentatore di tecniche pittoriche, tipo la linoleografia: ricavare stampe su carta, cartone o altro, usando come matrice linoleum inciso. I figli stanno censendo l'attività del padre: oltre 2.000 opere. A dispetto della mole, tuttavia, il tecnico di radiologia disdegnava le mostre. «A lui piaceva lavorare, più che andare in passerella», spiega un suo «discepolo», Agostino Strambini. Nella sua Santa Maria di Zevio era conosciuto anche quale animatore dell’archeoclub, determinante nello scoprire in zona numerosi sepolcreti risalenti a 2.000 anni fa, compresa la rarità in Europa della tomba a carro di un principino celtico. Il funerale di Gaspari sarà celebrato oggi alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. •

P.T.
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