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08.12.2019

Il dono di Brunella: un padre racconta ai figli la madre che si è sacrificata per loro

È uscito dal cassetto della memoria per tornare ad essere sfogliato «Il dono di Brunella», libricino di Pietro Galletto, presentato in chiesa della Disciplina a Tregnago come racconto intenso ed appassionato, in una formula che ha usato musica, danza, fotografia e lettura.

È la storia di una mamma, Brunella Castiglioni, di quella famiglia che ha dato al paese e alla nazione personaggi famosi ed eroici come il garibaldino Giovanni Battista Alessi, l’alpinista antifascista Ettore e il fratello Bruno, docente universitario ucciso a Pavia il 26 aprile 1945 da una scarica di mitra tedesco mentre grazie alla sua conoscenza della lingua cercava di trattare la resa degli ultimi esaltati soldati del Reich.

Anche Brunella, sua figlia, pur sconosciuta alle cronache della Storia e della Resistenza è stata eroica. Laureata in Lettere e insegnante, sposò nel 1959 il medico odontoiatra Pietro Galletto, oggi novantenne, con il quale ebbe due figli, Luigi e Giuseppe. Nell’attesa del secondo, scoprì i sintomi del tumore che l’avrebbe portata alla morte. Non volle per sé cure che potessero far del male al figlio che portava in grembo e dopo la sua nascita, da settimino, lo poté avere fra le braccia solo per poco perché fu subito dato a balia a una quattordicenne che era ospite di un istituto per ragazze madri.  A Tregnago aveva la sua casa in Villa Adelia, rimasta in eredità ai cugini Tutino, ma il padre volle costruire per lei e il fratello Giovanbattista la Casa Gialla alle falde del castello, in fondo a località Valle che fu per gli ultimi mesi il luogo della dimora più amata.

A una anno dalla sua morte, avvenuta nel 1963, ad appena 34 anni, il marito Pietro volle scrivere per i figli, uno di quattro e l’altro di due anni, un ritratto della loro mamma: «Per te Luigi, che tornando dalla montagna non hai più trovato la mamma e per te Giuseppe che hai sorriso al suo volto senza capire chi ti stava dinanzi, queste pagine sgorgate da una ferita che il tempo non chiude», ha scritto Pietro nella dedica del volume pubblicato in due edizioni con il titolo «Il dono di Brunella» (Borla editore).

«Ho trovato casualmente il libro in famiglia perché mia nonna Elvira Legnazzi era stata la bambinaia della famiglia Galletto», racconta Emanuele Zanfretta, musicista e compositore. Le pagine che raccontano di Tregnago, luogo di amati soggiorni estivi e oggi anche luogo che custodisce le spoglie di Brunella nella tomba degli Alessi e Castiglioni, sono finestre di rara umanità. Con la sensibilità che gli è propria Zanfretta ha composto le musiche che accompagnano il racconto, e fa lettura di pagine significative del libro, accompagnate al violoncello da Paola Zannoni, al pianoforte da Daniele Rotunno e alla voce solista di Elena Bertuzzi, mentre la Compagnia Sisina Augusta – Teatro Danza, sottolinea con l’espressività dei corpi i passaggi fondamentali. Edoardo De Luca, giovane e talentuoso regista, si è impegnato a creare una scenografia che invece di essere statica utilizza foto e brevi spezzoni video che collocano il racconto negli anni e nella famiglia attraverso i ritratti d’epoca e flash sulla realtà di oggi.

Il racconto musicale, ambientato fra Padova e Tregnago negli Anni Sessanta, è stato promosso dalla Biblioteca comunale per la Reteventi cultura Veneto 2019, patrocinato da Regione e Provincia attraverso la rete Europe Direct.

Vittorio Zambaldo
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