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14.10.2019

Falchetto rimane impigliato Lo liberano i vigili del fuoco

L’autoscala dei vigili del fuoco intervenuta a Colognola
L’autoscala dei vigili del fuoco intervenuta a Colognola

C’è voluto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Caldiero con l’autoscala fornita dai colleghi di Verona, per liberare, nel tardo pomeriggio di sabato, un falchetto rimasto impigliato su una statua posta sulla facciata della chiesa dei Santi Fermo e Rustico a Monte di Colognola. Il piccolo rapace era intrappolato all’altezza del piedistallo della statua di San Fermo, opera in pietra risalente alla seconda metà del XVIII secolo, protetta da una sottile rete di metallo e, alla base, anche da un dissuasore anti piccioni munito di lunghi spilli d’acciaio. La presenza della bestiola in difficoltà tra spilloni e rete, a un’altezza di oltre una decina di metri da terra, è stata notata dal parroco don Marco Preato e dal sindaco Claudio Carcereri de Prati, di ritorno dalla processione comunitaria al santuario di Pieve in ricordo dell’intervento prodigioso della Madonna che nel 1836 liberò il paese dal colera. È stato proprio il primo cittadino a chiamare i vigili del fuoco: «Data l’altezza sarebbe stato impossibile per noi liberare il volatile e così ho subito telefonato ai vigili del fuoco spiegando in quale situazione si era venuto a trovare il rapace», ha detto attendendo l’arrivo dei pompieri con altri amministratori comunali. In breve uomini e mezzi della squadra caldierese sono giunti a Monte, dove di lì a poco è arrivata anche l’autoscala dal comando provinciale di Verona, un mezzo speciale adottato in situazioni che richiedono il raggiungimento dei livelli più alti di edifici non accessibili con normali attrezzature. L’animale è stato così raggiunto sulla parte alta della facciata, il cui restauro si è concluso solo qualche giorno fa, da due pompieri saliti nella cesta dell’autoscala. Per liberarlo, hanno dovuto rimuovere con una pinza la rete protettiva della statua, riposizionata subito dopo aver afferrato il falchetto, che è stato posto in una scatola di cartone per aver modo di vagliarne, una volta a terra, le condizioni. Se in un primo momento i vigili del fuoco avevano ipotizzato di chiamare la polizia provinciale per verificare lo stato di salute dell’animale, una volta avuto tra le mani si sono resi conto che stava bene e che pertanto non era il caso di interpellarla. Del falchetto si sono presi cura i pompieri: caricata la scatola con il rapace sul loro camioncino, hanno spiegato che lo avrebbero «subito liberato in un luogo adeguato e selvatico come è lui», anche perché il sagrato della chiesa nel frattempo si era affollato. Le operazioni di salvataggio del rapace, seguite per tutto il tempo dal sindaco con gli assessori Giovanna Piubello e Andrea Nogara e dal consigliere Ilaria Cervato, sono avvenute sotto gli occhi di numerosi colognolesi, arrivati a Monte per partecipare alla messa vespertina. Incantati, non si sa se più dalla vista del piccolo falco o dell’autoscala dei pompieri col cui modellino solitamente giocano a casa, c’erano anche dei bambini che non si decidevano a entrare in chiesa. A celebrazione finita, l’emergenza era già passata e il piccolo falco aveva, con tutta probabilità, già ripreso a volare libero altrove. •

Monica Rama
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