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23.03.2020

Va a prendere l'amico e fanno 80 chilometri per fare la spesa, denunciati

Una pattuglia della polizia locale di Monteforte d’Alpone
Una pattuglia della polizia locale di Monteforte d’Alpone

 Parte da Roncà per andare a prendere a Vestenanova un amico che gli ha chiesto di accompagnarlo a fare la spesa e si sciroppano quaranta chilometri in andata e altrettanti al ritorno per rifornire la dispensa di casa.

 

Costerà cara a due amici della Val d'Alpone l'idea di raggiungere il supermercato preferito per far provvista domestica. La paletta davanti alla loro auto l'hanno messa sabato sera due agenti della Polizia locale di Monteforte che lungo via Cappuccini erano impegnati in un posto di controllo finalizzato alla verifica del rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Covid19.

Gli agenti, fermata l'auto, si sono trovati davanti due persone sedute una fianco all'altra, circostanza possibile solamente se gli occupanti sono conviventi. I due, invece, erano solo amici: al volante un sessantenne di Roncà e al suo fianco un trentacinquenne di Vestenanova. Nessuno dei due, poi, indossava la mascherina e basta solo già la modalità scelta per il viaggio a configurare la violazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza ai provvedimenti dell'autorità) che prevede l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro.

Restava da indagare quale, tra le tre circostanze ammesse per gli spostamenti, fosse quella che sabato sera ricorreva: stando al verbale della Polizia locale il trentacinquenne di Vestenanova ha tranquillamente spiegato che aveva chiesto all'amico di Roncà di andarlo a prendere a casa per accompagnarlo a fare la spesa.

 

Ragione di necessità, ha ritenuto lui, per cui erano partiti per raggiungere un supermercato di Vago di Lavagno: a riprova della veridità delle sue parole il vestenese ha mostrato i sacchetti delle provviste ed esibito lo scontrino attestante una spesa di circa 100 euro. «La norma concede la possibilità di muoversi da casa per provvedere all'acquisto di beni di prima necessità», ha spiegato loro il comandante Giovanni Labianca, «ma consente lo spostamento in un raggio limitato, cioè al punto vendita più vicino alla propria abitazione, perché lo stato di necessità riguarda il bisogno di acquistare cibo ma non di andarselo a trovare dove si vuole».

Nella Val d'Alpone in cui le medie superfici di vendita non mancano, dunque, la risposta al bisogno primario c'è eccome ragion per cui è scatta la denuncia. Questo è sicuramente il caso più singolare emerso nel corso dei controlli che la Polizia locale di Monteforte, dal 17 marzo, esegue come servizio interforze eccezionale di ordine pubblico che la Questura di Verona coordina su tutto il territorio provinciale : gli agenti montefortiani sono impegnati tutti i giorni, sia al mattino che al pomeriggio, che nei festivi, «e si integrano col grandissimo lavoro che stanno portando avanti anche i militari della locale stazione carabinieri. La presenza, anche dell'auto della Polizia locale in piazza oltre che in giro per il territorio, ha un fondamentale scopo di deterrenza», considera Alberto Speri, assessore alla sicurezza, «nei confronti di chi vuole fare il furbo e lo fa a scapito della sua salute e di quella di tutti noi». •

Paola Dalli Cani
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