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19.04.2019

Ultimo appello agli evasori «Pagate le tasse o pignoriamo»

Il municipio di San Giovanni Ilarione
Il municipio di San Giovanni Ilarione

Gli inossidabili del debito. È pronto a partire l’ultimo richiamo scritto agli ilarionesi che non ne vogliono saperne di pagare al Comune Imu e Tari. «Mancano all’appello ancora 55 mila euro ed ora daremo le ultime settimane di tempo ai morosi per provvedere. Diversamente», spiega il sindaco Luciano Marcazzan, «passeremo le cartelle ad Abaco, la società che il Comune ha incaricato, e che agisce con strumenti come il fermo amministrativo degli autoveicoli, il pignoramento del conto corrente e di stipendi, pensioni e immobili». La posizione del primo cittadino su chi usufruisce dei servizi e non li paga è sin troppo chiara da tempo: è stato lui, in Consiglio comunale, a decretare che nel suo ufficio un cittadino abitualmente moroso e disinteressato non entra a meno che non debba spiegare le ragioni della sua inadempienza e provvedere a regolarizzare la sua posizione. Un editto, insomma, «al quale, però, ha risposto solo un residente», dice Marcazzan. Per sistemare le pendenze accumulate gli uffici del Comune hanno fatto gli straordinari: «Dovevamo procedere con l’accertamento dei crediti deteriorati per il periodo 2013-2016: 170 mila euro in totale per 365 posizioni relative a 23 contribuenti. Si tratta per lo più di Imu e Tari, la tassa rifiuti», spiega il sindaco, «e grazie a questo lavoro abbiamo incassato oltre 60 mila euro ed altri 50 mila entreranno con la rateizzazione possibile con un interesse molto basso, che il Comune non può togliere, ed un massimo di 60 rate. Fuori ci sono ancora circa 55 mila euro e scatta ora l’ultima chiamata, poi procederà Abaco». Quest’ultima società, a fronte di un sospeso di 178.876 euro non pagati tra 2010 e 2015 ha permesso al Comune di incassare 26.654 euro ai quali aggiungere altri 40 mila euro in rateizzazione. «Di Imu e Tari una novantina di contribuenti non vogliono sentir parlare», sbotta Marcazzan. I tempi di recupero sono abbastanza rallentati, «però i soldi arrivano. L’aspetto più importante del grande lavoro fatto dagli uffici è aver rimesso in pari gli accertamenti: questo ci permetterà di avviare le procedure appena sarà decorso il termine assegnato ai cittadini per provvedere e, dunque, di veder aumentare moltissimo la possibilità di incassare quanto è dovuto». Marcazzan ha affrontato l’argomento anche nell’ultimo Consiglio comunale, accompagnandolo però alla notizia, dal punto di vista del Comune meno positiva, che era attesa da inizio anno e cioè quanto il municipio invece non incasserà in conseguenza della rottamazione delle cartelle sotto i 1.000 euro: «Diciamo addio ad 83 mila euro di 1.536 cartelle». E incalza: «Sono cartelle da 50 euro in media e questo fatto mi fa sembrare la misura della rottamazione un’ingiustizia più grande: qua non parliamo di aziende in difficoltà, ma di piccoli importi, magari per servizi di cui il cittadino ha sempre usufruito senza mai pagare nulla, come i rifiuti. E di questi casi di morosi seriali, dal 2000 ad oggi, ce n’è più d’uno». «È successo perché è stato permesso», ha sottolineato, dai banchi della minoranza, Nadia Bevilacqua. E Marcazzan ha annuito: «Le agenzie pubbliche, però, c’erano ed i risultati sono questi». Tornando al totale che non verrà incassato il primo cittadino si limita ad una presa d’atto: «Nessuno ha mai pensato di recuperare l’intera cifra, ma di sicuro qualche decina di migliaia di euro sarebbe stato già un importante aiuto». •

P.D.C.
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