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16.05.2019

Troppi veleni in paese salta il confronto a tre

Il municipio di Monteforte
Il municipio di Monteforte

Al confronto tra i candidati sindaci previsto per sabato alle 11 in sala Zambon ci sarà in realtà solo Andrea Savoia, il candidato di «Tradizione nel futuro». Proprio Savoia aveva lanciato l’idea di un incontro pubblico con gli avversari Teresa Ros e Roberto Costa, ma viste le polemiche dell’ultima settimana si tratta ormai di un confronto impossibile. Ce ne sarà comunque uno, a porte chiuse e sul tema della Casa di riposo: i tre candidati sono stati invitati dai lavoratori della Fondazione Don Mozzatti d’Aprili e dai loro rappresentanti sindacali a un incontro riservato, in programma lunedì. A far saltare tutto è il no che viene ribadito da Costa (candidato per «Monteforte concreta») che insiste a sfidare l’assessore Luigi Burti, il lista con Savoia, che egli ritiene il vero «padre padrone» del gruppo di Savoia. Il forfait di Costa porta a ruota anche quello di Teresa Ros. «Ferma restando la conferma della mia disponibilità, mancando un candidato, per quel che mi riguarda l’incontro salta», dice la candidata di «Monteforte si può fare», «perché l’obiettivo di questo tipo di iniziativa è garantire l’informazione e permettere ai cittadini di conoscere le differenze tra i tre candidati». Dopo le ultime uscite di Costa, che ha denunciato azioni di intimidazione e di disturbo oltre il tollerabile (ultimo episodio il danneggiamento della sua auto) e la sua insistenza sul «teorema Burti», a prendere la parola è Savoia: «Questa è una tattica per sottrarsi al pubblico confronto da me proposto, forse per paura o forse semplicemente per fuggire da chi ha idee e progetti per la comunità di Monteforte d’Alpone. Ho promosso l’iniziativa del confronto pubblico perché il dialogo con i cittadini non sia solo un vuoto proclama elettorale». «Il candidato sindaco sono io», ribadisce Savoia, «e quanto è stato detto è un’offesa nei miei confronti. Costa non mi conosce a sufficienza, non conosce nemmeno la mia storia professionale e politica. Se la conoscesse avrebbe capito che non sarò mai la controfigura di qualcun altro». Quanto alla piega che negli ultimi tempi avrebbe preso la campagna elettorale, compreso un volantino anonimo che accusa le due liste per le vicende legate all’Ateneo della Pontara e che, dopo essere stato protocollato in Comune è stato diffuso via chat e nelle cassette della posta, Savoia dice: «Mi auguro che questa campagna torni ad avere toni costruttivi e condanno atti intimidatori e azioni vandaliche fatti nei confronti dei candidati». A un «volantino della vergogna» e a un «clima incattivito» fa riferimento anche Ros: «Noi vogliamo continuare a parlare con tutti i cittadini con la nostra modalità, entrando nel merito delle nostre proposte». •

Paola Dalli Cani
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