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21.09.2019

Rio delle Carbonare sotto cura Altri interventi per la sicurezza

Il Rio delle Carbonare in piena a Costalunga a causa del maltempo lo scorso anno
Il Rio delle Carbonare in piena a Costalunga a causa del maltempo lo scorso anno

Rio delle Carbonare sotto cura da parte del Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta. I lavori al corso d’acqua sono stati già affidati. Un anno fa il fiume «esplose», a causa di una tempesta che letteralmente lo distrusse in parte: durante le piogge dei giorni scorsi ha invece retto ma uno dei suoi affluenti è invece collassato, riversando acqua e fango verso il quartiere Fra Granzotto, a Brognoligo di Monteforte d’Alpone. Servono allora opere di recupero funzionale della sezione idraulica per il Rio. IL RIBASSO d’asta (del 28,93 per cento) ottenuto dal Consorzio per gli interventi che costano 997 mila euro, fa risparmiare circa 250 mila euro che verranno impiegati per prolungare verso monte, sino ad esaurimento delle risorse, la messa in sicurezza d’emergenza a cui l’Apv provvedette un anno fa. Il cantiere lungo il Rio delle Carbonare, che scarica in Alpone le acque della collina attorno a Brognoligo, aprirà a vendemmia conclusa, dando modo agli agricoltori di arretrare le coltivazioni che si trovano sulla fascia di rispetto idraulico. «Sono soddisfattissimo», esordisce Silvio Parise, presidente dell’Apv, «perchè dopo il disastro della scorsa estate mi sono fatto carico personalmente di spingere per la messa in sicurezza di questo corso d’acqua. L’ho imposto per criticità e urgenza e l’intervento è stato inserito tra quelli finanziati dal Dipartimento della Protezione civile, con la gestione del commissario Nicola Dell’Acqua, e il Consorzio di bonifica come soggetto attuatore». UN MILIONE E MEZZO di euro costituiscono il budget messo a disposizione dell’Apv che rimuoverà il materiale depositatosi nel tempo in alveo e consoliderà le sponde con plotte o lastre in pietrame mantenendo in terra la parte alta delle stesse. L’obiettivo è ridurre il trasporto solido e mettere in sicurezza tutto ciò che sta attorno al corso d’acqua, in primis le abitazioni sulla parte sinistra. Le risorse in più, ottenute dal ribasso d’asta, sono già state inserite nel nuovo piano economico che estende di qualche centinaio di metri verso monte la tratta interessata dai lavori che cominceranno dalla confluenza in Alpone. Dopo giovedì, si sono riaccese le polemiche per il verde che cresce in alveo e sugli argini: «Gli sfalci sono programmati da settembre inoltrato a primavera e proprio l’erba piegata attesta sia quanto il corso d’acqua sia cresciuto durante il nubifragio», replica Parise, «quanto il fatto che l’erba non blocca il deflusso». •

Paola Dalli Cani
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