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20.01.2020

Nasce il Ristoro Gianni e diventa subito social

Il «Ristoro Gianni»: quaranta i volontari al lavoro per offrire anche il delizioso risotto al tastasalLeccornie offerte ai podisti lungo il percorso dei 9 chilometri
Il «Ristoro Gianni»: quaranta i volontari al lavoro per offrire anche il delizioso risotto al tastasalLeccornie offerte ai podisti lungo il percorso dei 9 chilometri

Lungo il percorso da nove chilometri il ristoro trova un nome e diventa pure social: dall'edizione numero 45 della Montefortiana il ristoro in località Foscarin, quello coordinato da Giampaolo Ghiotto dove lavorano quaranta volontari, si chiama «Ristoro Gianni». È così che il gruppo da sempre in servizio lungo questo percorso ha deciso di tenere viva la memoria di Gianni Bianchini, «sanzenate amico della Montefortiana», che è sempre stato attivissimo al ristoro e che si è spento prematuramente lo scorso febbraio. Non è però l'unica novità proposta ieri dal ristoro che, complice il maltempo, ha visto sfilare una marea di podisti che hanno optato per un itinerario medio-breve. «Abbiamo voluto rendere protagonisti i podisti e al tempo stesso valorizzare l'impegno dei volontari: è nata per questo», spiegava ieri Enrico Ferro, «pierre» del ristoro, «la pagina Facebook “Ristoro Gianni – Montefortiana”». A riempirla di contenuti ci ha pensato per primo lui, microfono in una mano e telecamera accesa dello smartphone nell'altra, impegnato a realizzare estemporanee video-interviste sotto la pioggia per poi caricarle sul social. In mezzo la musica, l'accoglienza al Risto Bau (il ristoro per gli amici a quattrozampe) e il delizioso risotto al tastasal, preparato per i bipedi dal gruppo cucina in cui Nando Todesco e sei volontari di Arcole sono stati affaccendati tra due quintali di riso e un quintale di tastasal. «Risotto eccezionale», assicuravano Franco e Bruno Bertoncelli, Sabina Dalle Pezze e Orazio Rigo che arrivavano da Pescantina, Castelnuovo del Garda e San Pietro in Cariano. «È la nostra terza Montefortiana: qui sono bravissimi, dovrebbero fare i corsi per gli altri gruppi», dicevano spiegando di essere fedelissimi del percorso da nove chilometri. E la pioggia? «E che sarà mai», sdrammatizzavano sorridenti. È stato un battesimo bagnato per Roberto Filippi che con un cappello «bestiale» (un toro dagli inediti colori pastello che ha spiegato di aver comprato a Manchester), gustandosi il risotto sotto la pioggia ha celebrato la sua prima Montefortiana. «Marce ne faccio sempre ma qui c'è tutto: tanta gente, buon cibo, allegria», ha detto entusiasta. «E se una marcia è bella anche sotto la pioggia, a gennaio, vuol dire che è bella sul serio». Non ci sono sacchi dell'immondizia al ristoro, ma un tavolo con due ragazzi che si mettono a disposizione per differenziare i rifiuti e i podisti, diligentemente, si adeguano. Più interessate al risotto sono invece Barbara Feder, Elena Remonato, Valentina Zoppi, Marcella Dal Molin, Sara Coffele ed Alessandra Gatti, il sestetto che è l'avanguardia del gruppo podistico degli «Svenati», nato lo scorso luglio tra i donatori di sangue della Fidas di Perzacco, e che conta su una sessantina di iscritti. «Avremmo voluto fare i quattordici chilometri, ma a causa del maltempo abbiamo optato per i nove. E che sorpresa», diceva Alessandra, «questo risotto è davvero ottimo». Hanno sfidato la pioggia «perché non si può non partecipare alla Montefortiana» ma, soprattutto, per essere volantini viventi in vista di un appuntamento. L'appuntamento è quello, importantissimo, che stava scritto sulle loro maglie e cioè la marcia «Caminar donando» che il 5 aprile prossimo, a Perzacco di Zevio, servirà per sostenere l'Associazione italiana osteogenesi imperfetta. •

P.D.C.
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