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26.06.2019

«Mattarella faccia cavaliere il papà di Ciro»

Cristiano Dal Sasso, Giovanni Todesco, Luciano Marcazzan e Nadia Lovato
Cristiano Dal Sasso, Giovanni Todesco, Luciano Marcazzan e Nadia Lovato

Cavaliere al Merito della Repubblica italiana per aver scoperto, nel 1980 nel Beventano, il primo dinosauro italiano: è la proposta che il Comune di San Giovanni Ilarione ha inviato alla segreteria del Quirinale e alla Prefettura di Verona perché sia riconosciuto il giusto merito a Giovanni Todesco, lo scopritore di Ciro, il baby esemplare di «Scipionyx Samniticus». L’iniziativa del sindaco Luciano Marcazzan si spiega con la grandissima attenzione che proprio nelle ultime settimane si è accesa attorno a Ciro, uno dei temi centrali delle Giornate della paleontologia ospitate a Pietraroja, il paese in cui il fossile è rimasto sepolto per 110 milioni di anni e in cui ha sede l’ente geopaleontologico omonimo. «Mi sono detto che San Giovanni Ilarione doveva veramente fare qualcosa di importante e significativo per rendere giustizia a chi Ciro lo ha scoperto, perché questa paternità non vada dimenticata e anche perché quel qualcosa fosse anche un riconoscimento che andava oltre il paese. Di qui», spiega Marcazzan, «l’idea di proporlo per il cavalierato». Si sarebbe potuto attendere la formalizzazione del decreto di nomina ma Marcazzan e la vice sindaco Nadia Lovato hanno scelto di approfittare di un convegno scientifico a Priabona, nel Vicentino, per intercettare sulla strada del ritorno a Milano Cristiano Dal Sasso, il paleontologo che è il massimo esperto di Ciro al quale ha dedicato una imponente monografia uscita nel 2011 e che ha voluto donare a Marcazzan. Todesco e Dal Sasso sono uniti da una grande e fraterna amicizia, oltre che da Ciro, e Marcazzan ha voluto così organizzare una sorpresa con tutti i crismi. Un riconoscimento pubblico che fosse rilevante dal punto di vista istituzionale Todesco, come lui stesso ha detto a Marcazzan e Lovato, «lo attendo da 26 anni e questa iniziativa mi riempie di soddisfazione». Era il 1993, infatti, quando Todesco consegnò allo Stato italiano quella lastra salvata dalle ruspe della cava Le Cavere che si scoprì poi aver intrappolato il fossile di un baby dinosauro, il primo ritrovato in Italia. Fu «la scoperta paleontologica del secolo», così la definì la rivista britannica Nature che mise Ciro in copertina. L’occasione è stata propizia per condividere a tu per tu molti dei contenuti usciti nelle giornate beneventane e che Todesco, impossibilitato a intervenire per guai di salute, ha comunque seguito a distanza proprio grazie a Dal Sasso. Una su tutte ha mandato letteralmente in visibilio il mondo scientifico e della divulgazione e cioè il modello tridimensionale del piccolo dinosauro «scolpito» da una stampante 3D. «È stato un lavoro di squadra che ha unito paleontologi e artisti», ha spiegato Dal Sasso mostrando a Todesco questo straordinario elaborato presentato in assoluta e riservatissima anteprima alle giornate della paleontologia. «È la ricostruzione interattiva tridimensionale, modellata digitalmente, colorata e animata, che è la sintesi delle informazioni contenute nello studio del 2011». Diversi colori individuano e rappresentano perfettamente la morfologia del dinosauro e questa ricostruzione iper dettagliata degli organi è frutto dell’eccezionale stato di conservazione del fossile capace di salvaguardare per 110 milioni di anni i tessuti molli, comprese le tracce del suo ultimo pasto. «Ciro», ribadisce Dal Sasso, «rappresenta una delle scoperte più rilevanti della storia della paleontologia proprio in relazione al suo stato di conservazione e oggi costituisce il database più importante di un dinosauro dal punto di vista anatomico. Il nuovissimo elaborato, che sarà svelato in una prossima pubblicazione scientifica, sarà uno strumento versatile per docenti, studenti e per una platea vasta. Il modello è uno strumento facile da modificare per includere ulteriori contenuti educativi o scientifici in caso di nuove scoperte o interpretazioni». •

Paola Dalli Cani
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