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24.10.2019

L’alveo invaso dalle piante Per l’Alpone è emergenza

Gli esponenti del comitato contro il degrado dell’Alpone, sullo sfondo le condizioni dell’alveo   FOTO AMATO
Gli esponenti del comitato contro il degrado dell’Alpone, sullo sfondo le condizioni dell’alveo FOTO AMATO

Alpone in emergenza, ma da oltre un anno: tanto è passato da quando, su richiesta del Comune di San Giovanni Ilarione, il Genio civile di Verona annunciava un progetto di manutenzione idraulica con taglio delle alberature in alveo, e se oggi il sindaco di San Giovanni Ilarione Luciano Marcazzan torna a sollecitare, i gruppi di minoranza si rivolgono al Prefetto di Verona Donato Cafagna e ai sindaci della Val d’Alpone. «L’Alpone è ostaggio di piante altissime e di vegetazione fitta, senza contare i detriti accumulati in alveo». «A preoccuparci», dicono Nadia Bevilacqua e Lorenzo Gecchele (Per la rinascita del tuo paese) e Davide Creasi con Marco Beltrame (Lega Nord-Concretizziamo), «è poi la drammatica situazione della Valle dei Ranfani, trasformata in un bosco». Del resto, basta spostarsi lungo i due corsi d’acqua per rendersene conto. «Per capire il pericolo a cui siamo tutti esposti in caso di eventi meteo violenti, basta andare a guardare. Lo abbiamo denunciato già un anno fa anche dalle pagine de L’Alpone ma la situazione non è cambiata. La settimana scorsa», dicono, «invitando i sindaci a un seminario sulla protezione civile, il prefetto ha raccomandato che vengano formati e informati i cittadini». «Va benissimo, ma a cosa servono cittadini consapevoli se il pericolo non viene rimosso? Chiediamo che sia il prefetto a farsi carico della nostra preoccupazione e solleciti gli enti per la soluzione di questa situazione di grave pericolo». Le competenze sono diverse: Genio civile per il torrente Alpone, Servizio forestale regionale per la Valle dei Ranfani, «tutti enti che negli anni hanno effettuato interventi, ma che senza un minimo di continuità rischiano di rivelarsi vani. Serve manutenzione», dicono i quattro consiglieri, «ma anche il monitoraggio, perché solo così si può mitigare il rischio». L’sos al prefetto partirà a breve e sarà inviato anche ai sindaci dei Comuni della Valle. «Da mesi i sindaci hanno costituito un gruppo che si sta muovendo unito sui grandi problemi. Crediamo che quello della sicurezza idrogeologica sia forse il più stringente», sostengono Bevilacqua, Gecchele, Creasi e Beltrame, «e siamo convinti che la loro azione congiunta potrebbe rivelarsi decisiva per risolvere il problema». «Il prefetto, giustamente, ha preso atto della situazione di grande fragilità del territorio provinciale, e la Val d’Alpone non fa eccezione: se sul territorio comunale molte situazioni di rischio sono state risolte, con notevoli investimenti per il ripristino delle tante frane verificatesi negli ultimi anni, risulta difficilmente tollerabile l’essere esposti a quello rappresentato dai corsi d’acqua, tanto più di quelli minori che attraversano il centro abitato e che sono tributari dell’Alpone». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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