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15.06.2019

Il giornalismo porta il territorio nel mondo

Il direttore de L’Arena Maurizio Cattaneo riceve il Grappolo d’oro-Clivus. Accanto a lui gli altri giornalisti premiati FOTO AMATO
Il direttore de L’Arena Maurizio Cattaneo riceve il Grappolo d’oro-Clivus. Accanto a lui gli altri giornalisti premiati FOTO AMATO

Il vino e l’arte veronese, nello specifico la lirica, per portare nel mondo tutta Verona: nella terra del Classico bianco d’Italia, cioè il Soave, Maurizio Cattaneo ha svelato la sua ricetta per fare grande l’immagine della nostra città all’estero. Nel quattrocentesco chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, il direttore de L’Arena ha ricevuto il premio giornalistico Grappolo d’Oro-Clivus. È il riconoscimento che da dieci anni Cantina di Monteforte sostiene per rendere omaggio alle figure di spicco del giornalismo nazionale e che, tradizionalmente, chiude con una serata di gala la Montefortiana, la corsa inventata dal gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni nel 1976 e amatissima dai veronesi e che lo scorso gennaio ha attirato 21mila podisti. Glocal è la sfida informativa di questi tempi, «in cui il giornale è una grande piazza dove far discussione e approfondire per poter maturare un’idea critica e creativa», ha detto Cattaneo, «e per fronteggiare quell’importante problema di democrazia rappresentato dai motori di ricerca». All’inizio dell’intervista di Lucia Vesentini, ha voluto interpretarlo come «un premio straordinario per tutti i nostri giornalisti», e un inciso l’ha riservato ai «corrispondenti locali, l’anima del nostro giornale». «I giornalisti sul territorio sono il nostro tesoro, quello che ha permesso di non far nascere concorrenti. Operiamo con spirito di servizio, consci della grande responsabilità che abbiamo: un giornale libero è una garanzia importante per il territorio e per la sua crescita». La sua visione l’ha imparata alla scuola di Indro Montanelli, «essere la voce della gente», ha detto rimarcando come mai come oggi la missione di un giornale sia l’approfondimento. E se questo è il compito assegnato alla carta, «per l’on-line dobbiamo essere i certificatori della notizia». Parole che suonano come la parafrasi della motivazione di questo Grappolo che arriva per aver «arricchito il quotidiano dei veronesi con professionalità e inventiva, rinsaldandone il legame con il territorio e reggendone abilmente il timone in tempi difficili per l’editoria». C’è dentro il nuovo, «le iniziative editoriali dedicate al vino, la guida vini ma pure una trasmissione che vuole raccontare anche la fatica di chi fa vino ed il ritorno dei giovani alla terra all’insegna della qualità»: e scopri così che il direttore è pure sommelier e forse è anche per questo che sintetizzando la filosofia che guida il suo giornale è fatta di vino e sport, come la Montefortiana. Si racconta Cattaneo e racconta emozionato dei «francescani resistenti» di Aleppo e dei «medici italiani eroi» che ha conosciuto in Nigeria, due Paesi che ha narrato nei suoi reportage. E c’è il Soave, «che se fosse un personaggio storico sarebbe Marco Polo, perché vino che tra i primi è andato nel mondo, e se fosse uno sportivo sarebbe Elia Viviani, perché nella bottiglia c’è tutta la fantasia e la creatività», locale e globale, insomma. La generosa Montefortiana ha riservato infine premi anche ai giornalisti che l’edizione numero 44 l’hanno raccontata: Paola Dalli Cani (L’Arena), Gianni Biasetto (Il Mattino), Matteo Mohorovich (Rai 3), Nicola Baldin (Sportinsieme), le testate L’altro Giornale e San Bonifacio Week oltre all’agenzia DNA Sport Consulting. •

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