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01.12.2019

Derubato, Debi riparte grazie ai suoi

Debi Mbaye al centro, attorniato dai suoi compagni di squadra prima dell’allenamento   FOTO PECORA
Debi Mbaye al centro, attorniato dai suoi compagni di squadra prima dell’allenamento FOTO PECORA

Gli svaligiano il negozio di riparazione di cellulari, lui pensa di mollare tutto ma in soccorso arrivano i giocatori della sua squadra di pallone: succede a Montecchia, a bordo del campo della Ssd Valdalpone-Roncà, dove i giocatori della prima squadra si sono autotassati per aiutare il loro attaccante d’oro, il giocatore senegalese Debi Mbaye. «Dovrebbe essere così a tutti i livelli, il calcio dovrebbe essere un collante sociale», dicono i calciatori che oggi scenderanno in campo a Isola della Scala, impegnati nel campionato di Prima categoria. «Una cosa che non mi aspettavo, un gesto umano straordinario: una conferma», dice commosso Debi, «che siamo fratelli, non semplici compagni di squadra». Debi, nato in Senegal 26 anni fa, è approdato a Montecchia che non aveva ancora sei anni e da subito è cresciuto a pane e pallone proprio alla scuola calcio della società della Val d’Alpone. È rimasto nel veronese per qualche anno, poi è tornato in Senegal ma dal 2009 è rientrato definitivamente nella nostra provincia, rivelandosi un attaccante conteso tra società scaligere e vicentine. «Ne ho passate sei o sette fino a rientrare, due stagioni fa, in Val d’Alpone», racconta Mbaye. L’anno scorso ha aperto, a due passi dalla stazione di San Bonifacio, «Smartphone care», il suo negozio di riparazione di cellulari. Ma il negozio laboratorio nella notte dello scorso sabato è stato preso di mira dai ladri. Dopo aver mandato in mille pezzi le vetrine, i malviventi si sono portati via 25 cellulari, tre dei quali in riparazione. «Noi abbiamo saputo del furto domenica mattina, quando abbiamo saputo che Debi non avrebbe giocato alla partita casalinga contro il Chiampo», racconta Massimo Signorin, veterano della Valdalpone-Roncà, «così nel pomeriggio, chiusi negli spogliatoi a causa dell’impraticabilità del campo, abbiamo deciso di fare qualcosa per aiutare Debi». La formula scelta dalla squadra del capitano Marco Fracasso è semplice: «Una colletta tra tutti e 22 i giocatori e la devoluzione a Debi di una parte della cassa interna, che si finanzia con le multe che raccogliamo per violazioni del nostro regolamento interno», spiega Giuseppe Allocca, mister della squadra che con Matteo Bellin, il preparatore Maurizio Lissandrini e il preparatore dei portieri Roberto Puller compone lo staff tecnico guidato dal team manager Corrado Faedo. Al primo allenamento dopo il furto, la squadra si è presentata a Debi con una busta piuttosto pesante alla quale, nei prossimi giorni, si aggiungerà un aiuto economico deciso dal presidente Giuseppe Steccanella e dal direttore generale Emilio Cavazza. Cavazza, da presidente, cinque anni fa dopo l’ennesima partita dell’under 14 accompagnata da insulti razzisti ai danni di uno dei suoi giocatori, ritirò la squadra dal campo. «Ci attiviamo sempre, figuriamoci se non lo facciamo per Debi», spiega, «ci interessano i valori, quelli che si sono instaurati nella squadra, i valori dei nostri giocatori e della gente del posto. Abbiamo investito molto in questo e ho sempre detto che se qualcuno dei nostri dovesse essere protagonista in negativo, sarebbe giusto sanzionarlo con il doppio delle giornate di squalifica». Fatti incresciosi, a sentire i giocatori, ne capitano ancora e anche in campo: «È inconcepibile e ridicolo oltre che manifesto di ignoranza. Quando succede noi facciamo quadrato attorno a Debi, è prima di tutto un nostro compagno», dicono. «Penso che quello che succede in campo non sia nemmeno più razzismo, ma piuttosto un cercare il punto debole per approfittarne. Devo ringraziare i miei compagni», considera Debi, «perché si stringono a me, mi difendono e mi sostengono. Sarebbe facile cascare nella trappola della reazione alla provocazione, anche se è una provocazione che fa male e vuole umiliare». «Queste cose sono frutto dell’ignoranza», conclude Mbaye, «ma le lascio perdere. Io so solo che dopo il furto volevo mollare tutto ma grazie a questa mia famiglia, oggi sono carico al mille per cento!». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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