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12.12.2019

Casa di riposo in buone mani con la gestione montefortiana

La casa di riposo di Bolca
La casa di riposo di Bolca

Riflettori puntati sulla Casa di riposo «San Camillo» di Bolca da parte del Comune di Vestenanova dopo l’insediamento del nuovo cda di Carlo Bergamasco a guida della Fondazione don Mozzatti d’Aprili, con la quale la Casa di Bolca ha stipulato una convenzione fin dalla sua nascita, nel 2011. Persona apprezzata e stimata, il neopresidente ben conosce la realtà vestenese essendo stato componente di spicco nel precedente cda; è noto il suo impegno a favore delle due case di riposo, a valle e a monte della Val d’Alpone, del benessere degli anziani e dei dipendenti, anche negli anni bui della gestione che hanno poi condotto la Fondazione al commissariamento, negli ultimi due anni. Il San Camillo, o meglio la sua gestione, è entrata nel vivo del dibattito in Consiglio comunale quando il sindaco Stefano Presa ha riferito di aver incontrato il presidente Carlo Bergamasco: «Abbiamo dialogato su alcune problematiche riguardanti la struttura di Bolca; a noi risulta superfluo nominare persone ad hoc per interagire con il cda di Monteforte in quanto lo facciamo direttamente come amministrazione comunale. Il cda non ha nulla in contrario se decidessimo di nominare una persona che rappresenti il San Camillo». La questione posta sul tavolo era attesa in quanto oggetto, nei mesi scorsi, di ripetute interrogazioni scritte da parte della minoranza e il capogruppo Maurizio Dal Zovo ha subito lanciato una proposta: «Possiamo avere un appuntamento per incontrare il presidente Bergamasco anche noi della minoranza, insieme alla maggioranza? Sarebbe importante valutare insieme le opportunità di una fattiva collaborazione, se previsto dalla normativa». Ha quindi ricordato: «Era già impegno della nostra campagna elettorale fare il possibile affinché venga ripristinata la fisioterapia e attivato un servizio di prelievo del sangue». Il sindaco si è riservato di chiedere a Bergamasco la disponibilità per organizzare tale incontro, dichiarando di non avere nulla in contrario, ma ha tenuto a sottolineare che per quanto concerne i servizi erogati dalla casa di riposo «noi come amministrazione abbiamo solo ed esclusivamente la possibilità di sollecitare e spronare certe cose, condividendole, ma nulla di più. La struttura di cui parliamo è una Ipab, con poca autonomia giuridica e completamente indipendente». Il sindaco ha anche aggiunto che comunque con il nuovo cda c’è un buon dialogo e non intravede ostacoli in un percorso collaborativo. Le aspettative dell’utenza, e della popolazione in generale, sono di un rasserenamento nel nuovo orizzonte gestionale del San Camillo, inaugurato nel luglio 2011 con grandi festeggiamenti: fu un evento per la montagna e per la gente che la abita, un «figlio da crescere» per la casa madre di Monteforte alla quale, allora come ora, è strettamente legato. La sorte in questi otto anni non è sempre stata benevola, ma il futuro sembra prospettare giorni migliori, nel segno della collaborazione. •

M.G.
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