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17.01.2020

Bilancio «condiviso», Costa non incassa l’unanimità

Roberto Costa
Roberto Costa

Per stendere il bilancio di previsione il sindaco Roberto Costa fa entrare nella stanza dei bottoni, a Monteforte d’Alpone, anche i gruppi di minoranza: è concertazione la parola d’ordine che ha guidato l’operato del sindaco eletto a maggio, sindaco che però, dopo l’astensione del gruppo Monteforte si può fare e la mancata partecipazione al voto di Tradizione nel futuro, s’è detto «molto amareggiato». Costa lo ha spiegato: è stato il primo sindaco a scegliere di coinvolgere anche le minoranze nella stesura del bilancio e si aspettava, per questo, un’unanimità che però non c’è stata. Ovvio che fosse così, almeno stando all’intervento di Teresa Ros (Monteforte si può fare), «perché il bilancio è la proposta politica di una amministrazione. Abbiamo molto apprezzato il coinvolgimento delle minoranze e il fatto che alcune delle nostre osservazioni siano state accolte, e la nostra astensione deve essere considerata positivamente come atto di fiducia fermo restando che il Documento unico di programmazione è proprio della maggioranza». Costa ha insistito sul fatto di aver lavorato all’insegna della collaborazione, di «aver messo a disposizione gli uffici per ascoltare e raccogliere proposte» e ha rimarcato la sua delusione sulla mancata unanimità. Sull’apertura alle minoranze anche Andrea Savoia, di Tradizione nel futuro, ha avuto parole di apprezzamento, «ho apprezzato la volontà del sindaco e mi auguro sia l’inizio di una nuova stagione», ha detto spiegando poi la mancata partecipazione al voto con alcuni appunti procedurali e di sostanza. Savoia ha infatti criticato la tardiva consegna della relazione del revisore dei conti, il fatto che non sia ancora stata nominata la commissione bilancio (come le altre del resto, annunciate però da Costa come appuntamento del mese di gennaio), e ha preso le distanze da alcune decisioni, dal parcheggio dei Cappuccini alla riorganizzazione del personale. E anche Ros è entrata nel merito della programmazione: secondo lei manca una visione generale del paese. Costa, dal canto suo, ha difeso le scelte spiegando di essersi «concentrato su problemi che si sarebbero potuti risolvere in sei mesi, dal rischio idrogeologico di via San Carlo ai parcheggi all’ampliamento del cimitero delle frazioni: dovranno partire a breve opere per quattro milioni». Il bilancio ha accolto l’indicazione di Monteforte si può fare di dotarsi di un Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e di prevedere contributi per alcune associazioni oltre che risorse per la disinfestazione dalle zanzare. Ros ha chiesto il miglioramento del servizio dell’ufficio tributi e la ridefinizione della compartecipazione prevista per l’utilizzo degli impianti sportivi oltre che misure per l’efficientamento energetico. Costa ha annunciato il potenziamento dell’ufficio tributi attraverso la riorganizzazione dei dipendenti, una imminente nuova assunzione all’ufficio tecnico, la valutazione della questione impianti sportivi con la nuova commissione e la scelta di prediligere, al momento, la sostituzione di un quinto dei 500 punti luce del paese con tecnologia a led per poi concorrere a bandi per l’efficientamento energetico anche dal punto di vista strutturale. Poi, dopo il voto, l’amaro sfogo per quell’unanimità che credeva di avere già in tasca. •

P.D.C.
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