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22.02.2020

Addio a don Livio, il parroco più longevo di Brognoligo

I funerali di don Livio Bisinella sono stati una festa, nel senso cristiano del termine, come ha voluto anticipare il parroco don Mario Costalunga all’inizio della celebrazione presieduta dal vescovo di Vicenza monsignor Beniamino Pizziol. La messa è stata preceduta da una mezz’ora di preghiera e di interventi di tanti parrocchiani perché, come è stato ricordato, don Bisinella non è stato solo il parroco più longevo negli ottocento anni della storia della parrocchia, perché arrivato a 94 anni, ma anche quello con il più lungo arco temporale di servizio nella comunità: ben 35 anni e sei mesi. Padovano di San Giorgio in Brenta, diocesi di Vicenza, era «persona semplice, schiva, sempre molto vicino alla sua gente, le cui gioie e sofferenze erano le sue gioie e sofferenze», ha sottolineato il vescovo Pizziol nell’omelia, «vivendo la parrocchia come una famiglia. Nel mio primo incontro con lui gli ho chiesto di consigliarmi e mi ha lasciato tre pilastri fondamentali: l’Eucarestia, la Madonna, la fedeltà al Papa», ha aggiunto. Tanti gli interventi dei parrocchiani davanti alla bara di legno chiaro, non verniciata e senza fregi, appoggiata a terra, con un crocefisso sul coperchio sopra il quale sono state adagiate durante la celebrazione una stola viola e la Bibbia aperta. L’assessore Federico Costantini, a nome dell’amministrazione comunale ha citato il pulmino rosso guidato dal parroco che portava alla scuola dell’infanzia i bambini delle contrade più lontane, un servizio che allora non esisteva fra quelli previsti dal Comune: «il catechismo, le serate in sala parrocchiale: noi vogliamo essere il mezzo con cui da lassù insegnerai ai nostri figli quello che hai insegnato a noi». Il sindaco Roberto Costa, presente con il comandante della locale stazione dei carabinieri Alfredo Bucci e della polizia locale Giovanni Labianca, a fine cerimonia ha voluto aggiungere che «Don Livio ha dato molto al nostro paese e gli dobbiamo un grazie grande per l’impegno messo nella scuola materna e nella Grotta di Lourdes». Proprio questa costruzione mariana eseguita dal beato fra’ Claudio Granzotto, francescano di Chiampo, per ammissione di tutti «era la meta preferita dei suoi pellegrinaggi e delle sue preghiere. Una passione che univa a quella per la musica, per la fotografia per i filmati per le nuove tecnologie», come ha ricordato l’amico fotografo Antonio Zambon. I bambini, gli anziani e i malati sono stati al centro della sua attività pastorale, a volte espressa in maniere brusche, ma che nascondevano un cuore tenerissimo. A fine cerimonia i nipoti don Giuseppe Sgarbossa, missionario per molti anni in Albania e oggi parroco a Roma, dove vive anche sua sorella suor Paolina della congregazione delle Dorotee, hanno espresso i ringraziamenti della famiglia per come don Livio è stato accolto nel suo servizio alla comunità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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