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20.07.2019

A sirene spiegate da quindici anni

Soccorritori volontari della Cri impegnati in un intervento
Soccorritori volontari della Cri impegnati in un intervento

In quindici anni il telefono è squillato tremila volte e nella metà dei casi per un’urgenza che si è tradotta in ospedalizzazione in codice rosso o giallo: sono i numeri a raccontare lo speciale compleanno festeggiato dai soccorritori volontari della Croce rossa italiana del presidio di San Giovanni Ilarione. Quindici anni dopo l’idea di garantire alla Val d’Alpone il soccorso urgente la domenica per accorciare, in caso di necessità, i tempi di intervento a favore dell’ampio bacino della valle, la postazione Cri di San Giovanni Ilarione è diventata dal 2015 uno dei nodi della rete dell’emergenza-urgenza territoriale del Suem 118. È stata una sorta di promozione sul campo per il servizio volontario che si era rivelato particolarmente prezioso con l’alluvione del 2010: in quel frangente c’era solo un’ambulanza disponibile a nord della zona colpita ed era proprio quella della Cri. All’ambulanza, un mezzo a quattro ruote motrici, ci si era arrivati grazie ad una gara di solidarietà che aveva unito al Lions club Valdalpone il Lions club San Bonifacio-Soave ed altri, i Comuni della valle, i cittadini e molti sostenitori del progetto. Fu il riconoscimento di fatto del lavoro portato avanti nei due anni precedenti: dalla presenza festiva alla «baita» di San Giovanni Ilarione si era approdati alla postazione di piazza Martiri, cioè lo stabile messo a disposizione gratuitamente dalla parrocchia, ristrutturato con mille ore di lavoro dai volontari e reso funzionante dal Comune che da allora si fa carico delle utenze. Era stato allora possibile estendere la presenza anche nelle notti del venerdì e del sabato. «Con l’arrivo dell’ambulanza», spiega Riccardo Regazzin, presidente della Cri est veronese, «siamo andati a regime e grazie alla turnazione di una cinquantina di soccorritori volontari viene garantito il servizio dalle 20.30 alle 6 dal lunedì al giovedì e 24 ore su 24 durante il fine settimane per una copertura di 13.500 ore l’anno». «Grazie a loro», prosegue Regazzin, «in quindici anni abbiamo risposto a tremila richieste di intervento ed il fatto che metà di queste si siano tradotte in ricoveri in codice rosso o giallo dimostra che l’evento rivestiva carattere di urgenza per il quale l’intervento tempestivo è stato fondamentale». Per poter garantire sempre questa preziosa presenza la Cri suona l’adunata ai ragazzi che hanno tempo e voglia di mettersi a disposizione degli altri: per diventare volontari, scegliendo i diversi ambiti di impegno, è sufficiente infatti aver compiuto 14 anni e frequentare un corso base di nove lezioni. Maggiori informazioni su criestveronese.it o scrivendo a estveronese cri.it. •

P.D.C.
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