Vaccini di massa, ci sono due spazi

Una sigonra riceve la prima dose di vaccino anticovid Pfizer
Una sigonra riceve la prima dose di vaccino anticovid Pfizer

L’Ulss 9 lancia la ricognizione degli spazi comunali che potrebbero accogliere ambulatori per la vaccinazione anticovid e dalla Val d’Alpone in due rispondono presente: il sindaco di San Giovanni Ilarione candida spazi che è pronto a prendere in affitto nel suo paese e a servizio dell’intera valle mentre il collega di Roncà, Lorenzo Ruggeroni, propone di trasformare il Drive trough Difesa (Dtd) degli impianti sportivi in punto vaccinale di territorio. «L’edificio che abbiamo individuato ha già una destinazione a servizi sanitari e risponde ai requisiti che i tecnici del Nucleo operativo Covid-19 dell’Ulss 9 hanno individuato», premette Marcazzan aggiungendo: «Potrebbe essere il punto di riferimento per la vaccinazione della popolazione ilarionese e della media ed alta Val d’Alpone». Il sindaco, che sul tema Covid-19 è particolarmente attento e sensibile (basta ricordare l’ordinanza con cui impone la comunicazione al sindaco delle positività così da garantire isolamento dei positivi e la quarantena dei contatti stretti) ritiene importantissimi i vaccini e proprio per questo già si dice «disponibile, come Comune, a prendere in locazione i locali e a supportare l’Ulss 9 nei costi delle utenze e di eventuali adattamenti necessari». Marcazzan per ora tiene riservato l’indirizzo, ma spiga: «Sto parlando di tre ambulatori, due studi medici, un archivio, doppio accesso, bagno per disabili, bagno per operatori, bagno interno a un ambulatorio, sala d’attesa di 77 metri quadrati, due locali tecnici, accesso a norma per portatori di handicap». L’area risulta ben fornita dal punto di vista dei parcheggi, compresi stalli riservati a persone con disabilità, «per questo confermiamo la nostra disponibilità per il bene dei cittadini di tutta la valle». È un territorio con specificità proprie: alta collina e montano, grossi centri abitati e una miriade di contrade e case sparse. Un servizio di prossimità eviterebbe disagi, lo ha dimostrato a Roncà il Dtd (Drive trough Difesa) per i tamponi. Solo mercoledì, durante il sopralluogo al centro vaccinazione di popolazione (Cvp) al Palaferroli, sulla possibilità di sfruttare il Dtd come presidio vaccinale il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi era dubbioso: «Serve una struttura di dimensioni importanti, un drive-in sembrerebbe poco compatibile con la somministrazione di vaccini al chiuso e poi va tenuto d’occhio come evolve la questione tamponi». A passare dall’operazione Igea (con la Difesa mobilitata per i tamponi) all’operazione Eos (che impegna la Difesa a supporto della campagna di vaccinazione) pensa invece il sindaco Lorenzo Ruggeroni: «In vista di una futura vaccinazione di massa», dice, «dove gli hub predisposti non sarebbero minimamente sufficienti, ho proposto di direttore generale Girardi di estendere le vaccinazioni all’attuale punto tamponi». «Dall’inizio», considera il sindaco di Roncà, «questo presidio è stato presentato come un avamposto flessibile, capace di modularsi a seconda delle esigenze che emergono e questa caratteristica permetterebbe un facile adattamento». Spiega Ruggeroni: «Per gli spazi, potremmo pensare ad utilizzare anche il teatro parrocchiale, adiacente agli impianti sportivi, ad esempio anche come sala di osservazione dei soggetti vaccinati. Il Dtd può contare su un servizio accettazione già operativo e su operatori formati, presenza di un ufficiale medico degli Alpini paracadutisti, infermieri della marina militare e l’Esercito». «Una macchina già avviata sia sotto il profilo amministrativo che sanitario», conclude Ruggeroni, «convertibile facilmente e con poca spesa economica e che potrebbe contare anche sulla partnership con la Croce rossa italiana, già presente al Dtd, pensando al potenziamento del servizio con la presenza di un’ ambulanza e di un rianimatore». •

Paola Dalli Cani

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