Un prodigio costruito in 20 giorni

Monsignor Franco Coffetti nella nuova sede della scuola ricreata in tre settimane di lavoro collettivo
Monsignor Franco Coffetti nella nuova sede della scuola ricreata in tre settimane di lavoro collettivo

Scuola dell'infanzia Monsignor Beggiato, un prodigio costruito in 20 giorni: tanti sono quelli che sono passati dallo scoperchiamento di gran parte della paritaria a causa del tornado e che le insegnanti, il direttivo, le famiglie dei bambini e molti volontari, con la regia e la mobilitazione della parrocchia di Santa Maria, hanno trasformato in una ripartenza. Domani le porte della scuola tornano ad aprirsi per accogliere, anche se in una sede diversa, gli 80 bambini della sezione primavera e quelli del triennio dell'infanzia: le aule sono le stesse, perché così sono stati completamente riallestiti gli ambienti, ma la «casa» è cambiata (e ieri l’opera è stata completata con la sanificazione). Lasciato lo stabile storico di via San Pietro, le dodici maestre che riattivano la scuola dopo il lockdown e dopo il tornado accoglieranno i piccoli al Centro giovanile. «Miracolo nel miracolo», esordisce monsignor Franco Coffetti, sino a qualche giorno fa parroco di Montecchia che è tutt'ora presidente della scuola dell'infanzia, «perché se la cosa più importante dopo un dramma simile è che nessuno si sia fatto male, è incredibile che nulla degli arredi e delle attrezzature della scuola sia stato danneggiato. Con una mobilitazione incredibile, è stato tutto traslocato in tempi brevissimi e il principio di correre per salvare il salvabile ha permesso di preservare tutto». C'è chi ci ha messo le braccia, chi mezzi idonei per il trasloco, chi ha dato una mano in altri modi: tutti ci hanno messo il cuore. Il resto è stato fatto all'interno del Centro giovanile che ha dovuto adeguarsi alla nuova utenza «mini» pronta ad entrarci: «È stato necessario rifare tutti i bagni, sia rialzando i pavimenti che installando sanitari adeguati, ma anche provvedere a una serie di interventi di messa in sicurezza di primo e secondo piano, quelli trasformati in scuola dell'infanzia. Un intervento notevole, oltre i 50 mila euro, che è andato a sommarsi alle aumentate spese di gestione relative all'adeguamento ai protocolli Covid: è una soddisfazione», dice monsignor Coffetti, «essere riusciti a contenere in 10 euro mensili la spesa in più nella retta a carico delle famiglie». Lo sforzo ulteriore la parrocchia lo ha fatto rinunciando a spazi normalmente utilizzati per il catechismo, attività che forse potrebbe spostarsi in Duomo. Si vedrà, «la cosa importante era garantire nel più breve tempo possibile questo servizio alle famiglie per consentire anche a loro di ripartire dopo un'emergenza che, a Montecchia, è stata doppia». L'esempio l'aveva dato «Il pesciolino Girotondo», cioè il nido che il 1° settembre aveva aperto accogliendo anche i bambini della sezione primavera. Tutto pronto, dunque, da accessi e uscite differenziate a dormitorio, aule, spazi riallestiti e «vestiti» con i lavoretti e le foto dei bambini che a febbraio avevano salutato la loro scuola per le vacanze di carnevale: tutto pronto, anche il piccolo parco in cui il tronco dello storico cedro, tagliato perché il tornado l'aveva reso un potenziale pericolo, è stato ridotto in pezzi più piccoli e trasformato in una nuova attrazione su cui arrampicarsi in tutta sicurezza. •

Paola Dalli Cani