San Bonifacio

Un glossario in undici lingue per far sentire gli ucraini a casa

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La classe prima D del «Guarino» che ha realizzato il glossario multilingue (Diennefoto)
La classe prima D del «Guarino» che ha realizzato il glossario multilingue (Diennefoto)
La classe prima D del «Guarino» che ha realizzato il glossario multilingue (Diennefoto)
La classe prima D del «Guarino» che ha realizzato il glossario multilingue (Diennefoto)

Ottanta domande per capirsi anche parlando undici lingue diverse: è il contenuto del glossario che i ragazzi della prima D dell’indirizzo linguistico del polo liceale Guarino Veronese di San Bonifacio hanno composto a partire dall’esigenza di far sentire il più possibile «a casa» Uliana e Tonia, arrivate a fine marzo dall’Ucraina. Quindicenne di Kremenchuk la prima (arrivata a San Bonifacio con zia e sorella), tredicenne di Kiev la seconda (che la fuga dall’Ucraina l’ha fatta assieme alla mamma e alla sorella e che tre pomeriggi la settimana fa scuola in Dad con l’Ucraina), sono state inserite in questa prima linguistico che più cosmopolita non si può: all’inizio dell’anno scolastico i 24 allievi erano tutti tra loro completamente sconosciuti. Oggi sono in 27 e in questa classe ci sono sette Paesi del mondo: oltre l’Italia, l’India, la Tunisia, il Marocco, la Cina, la Moldavia e l’Ucraina. A far la differenza è stata Ionela, studentessa moldava russofona rivelatasi il preziosissimo «ponte» con Uliana e Tonia: il resto l’ha fatto Google translate e, ovviamente, l’inglese.

 

L’idea I ragazzi e le ragazze della prima D hanno dato subito il segnale di accoglienza scrivendo, ognuno, il proprio nome in cirillico. Poi ha contribuito Mary Campbell, docente di inglese madrelingua in pensione, che al Guarino fa la lettrice: «Abbiamo cominciato a mettere insieme frasi utili nel quotidiano partendo dall’italiano passando per l’inglese e approdando all’ucraino», raccontano gli studenti, «ma poi ci siamo fatti prendere la mano. Prima abbiamo ampliato il glossario alle lingue che studiamo, poi a quelle dei Paesi da cui proveniamo».

È nato così, work in progress, il progetto presentato e approvato in collegio docenti da Valentina Posenato (docente di tedesco): ritenuto a tutti gli effetti uno strumento di grande valore, perché affinando le competenze linguistiche si è costruita anche una via concreta verso l’inclusione, il progetto è andato avanti. In un’ottantina di frasi e risposte pronte, in inglese, italiano, ucraino, hindi, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, cinese, romeno e arabo, si rende possibile la conversazione essenziale: dal ciao alla comunicazione di eventuali allergie alimentari le ragazze e i ragazzi della prima D hanno messo insieme formule che vanno dai gusti personali alle richieste, dalle regole della scuola alla salute, dal cibo allo shopping e così via fino a denaro e trasporti. È nato così il «Welcome language pack for foreign students», cioè il lessico di benvenuto per studenti stranieri che a breve, dopo la pubblicazione sul portale del polo liceale, potrà essere utilizzato da altre scuole. Hanno costruito il glossario tutti insieme e questo ha permesso di coinvolgere Uliana e Tonia non solo nella gita a Trento e nella visita al Muse ma renderle assolutamente protagoniste di un momento extra scolastico in cui a farla da padrone sono stati i dolci tradizionali ucraini.

 

Uliana e Tonia Tante lingue, tante parole ma a mancare sono quelle per raccontare il dramma di Uliana e Tonia: hanno condiviso pochissimo del loro vissuto e i compagni di scuola hanno trattato come un oggetto fragile e preziosissimo i pezzi di vita che le ragazze hanno voluto raccontare. Avevano vissuto con preoccupazione e struggimento l’arrivo delle due nuove compagne, «perché è orribile anche solo vedere in Tv a casa ciò che accade in Ucraina. Pensando a cosa Uliana e Tonia avevano passato, non riuscivamo a immaginare come avremo potuto gestire la situazione». L’internazionalità di un abbraccio e di uno sguardo l’hanno scoperto tutti in poco tempo, e pazienza se le mascherine complicano la vita se devi imparare lingue straniere e castrano i sorrisi: l’inclusione, quella che passa per l’empatia, l’hanno sperimentata e costruita in classe, ogni giorno, e sentire Uliana e Tonia ringraziare per tutte le volte in cui si sono sentite chiedere come stessero e se avessero bisogno di qualcosa è un dieci in pagella.•.

Paola Dalli Cani

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