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28.01.2018

Tv del Sol Levante tutta stalla casa e caseificio

Riprese nel caseificio della famiglia di Valentino Rama FOTO AMATO
Riprese nel caseificio della famiglia di Valentino Rama FOTO AMATO

Vittorio Zambaldo Per sei giorni con la telecamere in casa, a pranzo, al lavoro, in stalla, nel bosco, nel caseificio, nei momenti di pausa, per entrare nel «Racconto dei borghi meravigliosi d’Italia», trasmissione della Bs Nippon Television, che ha scelto la famiglia di Valentino Rama e dei suoi figli Davide, Michele e Cristian con la moglie Tatiana da raccontare in 45 minuti in una domenica di marzo ai telespettatori giapponesi e di tutto il mondo attraverso la diffusione su satellite. L’idea era nata nel 2007 e doveva svilupparsi per poche puntate, ma dopo due anni di trasmissioni, quando arrivò il momento di chiudere il sipario, la produzione fu allagata di proteste da parte del pubblico che non voleva più rinunciare all’appuntamento domenicale sempre con una nuova realtà italiana da conoscere. Da allora sono oltre 270 le puntate, che «mostrano la vita di un piccolo paese, l’attività dei suoi abitanti, l’amore per la famiglia e per il proprio lavoro», spiega Miyako Masaki della M&M Mediaservices di Roma, società di coordinamento e coproduzione che supporta emittenti televisive nipponiche per documentari sull’Italia. «Ci proponiamo di far emergere un’Italia spesso dimenticata, fatta di uomini e donne di tutte le età che affrontano la vita con passione e coraggio, legati al proprio paese e alle sue tradizioni. Non persone speciali dunque, ma quanti hanno qualcosa da raccontare. Il programma è molto seguito in Giappone, perché i sentimenti, le speranze e le situazioni raccontate sono spesso condivise e quindi ben comprese anche in Oriente», aggiunge Miyako, presente a Selva di Progno con il regista Kazuho Mochizuki e l’operatore Tomohiro Matsunaga. Sono stati in contrada Venchi di Selva di Progno dove la famiglia risiede e ha una grande e moderna stalla; hanno seguito i Rama nel bosco a far legna; hanno ripreso la padrona di casa a preparare cena con prodotti naturali e genuini e pranzato assieme; sono stati per un’intera giornata al caseificio in località Dosso Rindel, a riprendere tutte le fasi di lavorazione del latte: è stata una scorpacciata di vita montana autentica. Ai protagonisti della puntata si chiede solo di comportarsi normalmente, come se la telecamera non ci fosse, di fare i loro lavori consueti e i loro discorsi: tutto viene trasmesso in italiano con sottotitoli in giapponese e le puntate più seguite vengono anche masterizzate su Dvd e diffuse con altri canali. «Sono 11 anni che seguiamo borghi e persone, facendo la scelta fra quelli con meno di mille abitanti, perché crediamo che abbiano conservato le tradizioni più antiche, ed è la prima volta che veniamo in provincia di Verona», racconta Miyako. Ma da dove nasce questo interesse degli abitanti del Sol Levante per paesi minuscoli e attività marginali rispetto a quelle che loro conoscono meglio come la grande industria automobilistica e dell’elettronica? «Ci piace molto l’Italia e quando va in onda una trasmissione che parla dell’Italia gli ascolti si impennano», riferisce il regista Mochizuki, «e il nostro obiettivo è di trasmettere la vita vera, non qualcosa di costruito. Non diciamo ai protagonisti quello che devono fare: osserviamo solo quello che loro fanno. Siamo stati colpiti dalla collaborazione che c’è fra tutti i membri della famiglia: il papà ha avviato l'azienda ma tutti i figli collaborano. Da noi questa non è una cosa molto usuale. Dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale il Giappone ha puntato molto sullo sviluppo tecnologico e abbiamo guadagnato una grande ricchezza materiale, ma perso la ricchezza del cuore. Guardando la semplicità di vita di queste persone nei piccoli borghi italiani mostriamo quanto sia importante e fondamentale anche questo valore, il legame della famiglia, l'aiuto materiale fra vicini. Io stesso sono attratto e ammirato da questa filosofia di vita: per noi è normale, quando abbiamo freddo premere un bottone e accendere il riscaldamento. Qui invece si capisce che per creare quel calore serve il lavoro prima di chi fa crescere il bosco, e lo taglia sapientemente. Non è tutto scontato e questo colpisce molto». Anche le bontà casearie e i salumi prodotti all’azienda Punto Verde, hanno stregato la troupe giapponese e la passione per il buono e il bello che incontrano entra nel loro lavoro: la trasmissione è stata premiata dall’Unione Europa per lo sviluppo che dà al turismo perché tanti sono infatti i giapponesi che per loro conto cercano le realtà di cui parla settimanalmente la trasmissione, che ha anche ricevuto il riconoscimento di programma consigliato per gli adolescenti e i giovani. Riesce perfino a creare un legame non solo virtuale fra protagonisti e telespettatori tant’è che molti hanno versato contributi di solidarietà per alcune realtà che erano state viste in televisione e che poi si era saputo essere state colpite dal terremoto. •

Vittorio Zambaldo
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