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03.10.2019

Torna a casa dopo una notte di paura

Anche il Soccorso alpino è intervenuto nelle ricerche dello studente, assieme a carabinieri, vigili del fuoco. Il giovane ora è a casa
Anche il Soccorso alpino è intervenuto nelle ricerche dello studente, assieme a carabinieri, vigili del fuoco. Il giovane ora è a casa

Poco dopo le quattro di ieri mattina, ha suonato al campanello di un’abitazione di Roverè e ha chiesto aiuto. Ha un lieto fine la storia del ragazzino sparito da casa l’altro giorno, a Ceredo di Sant’Anna d’Alfaedo. Ma i dubbi da chiarire restano tanti e la risposta la potrà dare soltanto lui, quando si sarà ripreso. Da chiarire c’è molto, a partire da quello zaino abbandonato nei pressi della fermata del bus e quel cellulare rotto a metà, che avevano fatto temere il peggio: un’aggressione, o ancor ipotesi più grave, un rapimento, anche se le condizioni economiche della famiglia non sono certo tali da poter eventualmente esaudire una simile richiesta. Che cosa a successo al ragazzo nella giornata di martedì e per quasi un’intera nottata? Aveva lasciato la casa dove vive con i genitori e i fratelli dopo le sei, come fa ogni mattina da quando inizia l’anno scolastico. Un breve tragitto a piedi fino alla fermata dell’autobus. Poi, di solito, saliva sul bus che lo porta a scuola in un istituto della città. Ma l’altra mattina qualcosa è cambiato. Lo si è scoperto soltanto molte ore dopo, quando i genitori, arrivata sera e non vedendolo tornare hanno allertato le forze dell’ordine. Avevano appurato che il loro figlio, 17 anni, martedì mattina non era andato a scuola e non rispondeva alle numerose chiamate partite verso il suo cellulare. Così i genitori, preoccupati avevano lanciato l’allarme, chiamando i carabinieri. Dopo aver ascoltato il racconto dei genitori, era scattata la procedura che si attiva per la ricerca di persone scomparse. Quindi l’incontro dei soccorritori nell’area ritenuta più probabile come epicentro per l’avvio dei pattugliamenti e la divisione in squadre per le diverse zone da controllare, sempre in costante collegamento con una centrale operativa allestita sul campo. Quindi vigili del fuoco, forze dell’ordine delle località interessate e in più di un caso (interventi particolarmente complessi e protratti nel tempo) volontari della Protezione civile, con gli operatori del soccorso alpino. Anche il comandante provinciale dei carabinieri, arrivato da un paio di settimane ha voluto recarsi sul posto per vedere i luoghi dove il ragazzino vive, capire qualcosa dalla famiglia. A destare la preoccupazione maggiore era quello zaino ritrovato nei pressi della fermata dell’autobus, e il cellulare rotto, come se fosse stato piegato a metà. Qualcuno avrebbe potuto spingere il giovane dentro ad un’auto, un furgone per portarlo chissà in quale luogo. Le ricerche sono andate avanti gran parte della notte anche se le notizie erano piuttosto confuse. Un testimone avrebbe visto il giovane attorno alle 21. Ieri intorno alle quattro, al 112 è arrivata la telefonata di alcuni residenti a Sant’Anna che preoccupati dicevano che c’era un giovane alla porta che chiedeva loro di entrare, ma avevano paura. «La sensibilità del carabiniere che ha risposto alla centrale operativa ha fatto sì che venisse subito messa in collegamento la sparizione del ragazzo con questo episodio, così dopo aver rassicurato la famiglia, il militare ha mandato una pattuglia a quell’indirizzo». Nel frattempo al ragazzo era stato dato del cibo, da bere. Quindi è stato portato all’ospedale per dei controlli sanitari, dove è stato raggiunto dai familiari. Sorpreso dalla pioggia è scivolato ed ha battuto una spalla a terra. Il male, il dolore e il brutto tempo lo hanno costretto a chiedere aiuto. Anche se lui, come confermato dai familiari non è nuovo a queste sparizioni. E successive riapparizioni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Vaccari
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