IN CAMPO

«Ti muovi come una scimmia»: frase razzista durante il match a San Martino Buon Albergo

«Ti muovi come una scimmia. Devi smetterla di muoverti come una scimmia». Le parole, secondo più di un testimone sono state pronunciate dall’arbitro Mauro Gjini, che sabato pomeriggio ha diretto il match tra la squadra veronese San Martino Speme ed il Tritium, capolista lombarda, partita che fa parte del girone C degli Juniores nazionali, una categoria riservata alle squadre militanti in serie D. L’episodio è avvenuto a dieci minuti dal fischio d’inizio nel campo del San Martino. La frase razzista, rivolta ad un minore di colore, ha fatto scendere le lacrime al giocatore che ha chiesto aiuto al suo allenatore e fatto sbottare il suo team manager.

 

«Sono dieci anni che faccio il dirigente calcistico, prima con gli amatori, adesso con una squadra dilettante giovanile. Quando sabato ho visto quel bravo ragazzino con le lacrime agli occhi non ho potuto fermarmi e ho chiesto conto all’arbitro. Sono stato espulso perché ho difeso il mio giocatore diciassettenne di colore cui l’arbitro si è permesso di dire "basta muoverti come una scimmia". Lui, in lacrime è venuto verso la panchina riferendoci l'accaduto e io non ci ho visto più. Prima l’arbitro ha espulso il vice allenatore Francesco Lonardoni che aveva protestato per lo stesso motivo.

 

La responsabilità di questo fatto increscioso non è dei giocatori avversari, ma dell'arbitro», dice Stefano Braggion, team manager del San Martino. Che aggiunge: «Avremmo dovuto abbandonare il campo di gioco, ma non è giusto che per colpa di queste persone si debba interrompere un divertimento. A me non importa se mi daranno parecchie giornate di squalifica, io spero che questo arbitro finisca la sua carriera prima del nascere, vorrei anche puntualizzare una cosa visto che tutti dicono che Verona è razzista, che l'arbitro non era di Verona e soprattutto ho visto tante persone che hanno condannato questo brutto gesto. Il razzismo è una cosa vergognosa. Gli arbitri dovrebbero essere persone equilibrate, mi spiace che uno di 21 anni non abbia la maturità sufficiente a capire quanto male possa fare una frase».

 

Tra l’altro, nell’ambiente, l’arbitro Gjini è molto quotato. Sul posto sono poi andati i carabinieri della locale stazione che hanno verbalizzato le testimonianze, l’arbitro non si sarebbe scusato. «I carabinieri ci hanno spiegato che il reato è perseguibile a querela di parte, quindi dovrebbero essere i familiari del ragazzino a sporgere denuncia. Diciamo che se l’arbitro si fosse scusato sarebbe stato un bel gesto, soprattutto nei confronti del minore che si porterà dietro questa cosa chissà per quanti anni, ma non ci ha neanche pensato è stato strafottente per tutta la partita», conclude il team manager. «Scriveremo quanto accaduto sia alla Figc che alla Federazione arbitri, non possiamo non denunciare l’accaduto agli organi sportivi competenti», dice patron Diego Dal Forno, direttore della squadra, «l’atteggiamento dell’arbitro è stato davvero biasimevole e anche durante la partita non è stato gradevole. Auspichiamo che vengano presi provvedimenti».

Alessandra Vaccari

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