Svuotate le palazzine di via Prova

Auto della Polizia locale davanti alle palazzine di via Prova
Auto della Polizia locale davanti alle palazzine di via Prova

Sui terrazzini, invisibili dalla fitta boscaglia che era cresciuta negli anni davanti alle palazzine, c’erano pure stendibiancheria con i panni appesi ad asciugare: attorno agli stabili, poi, depositi di immondizia di tutti i tipi con la «fauna» che situazioni simili portano con sé: alcuni dei 16 appartamenti abbandonati, poi, erano chiusi con chiavistelli di fortuna e al loro interno c’erano suppellettili precarie disposte in modo da creare qualcosa di simile ad una casa. Una storia, quella dell’occupazione abusiva di due palazzine all’inizio di via Prova, della quale da qualche giorno è possibile parlare al passato. IN TRE MOSSE Comune, Polizia locale, carabinieri e Ulss 9 hanno quasi sicuramente scritto la parola fine su una storia che andava avanti da almeno 15 anni ma che negli ultimi due era diventata insostenibile. Basta un numero, e cioè quattro operazioni di sgombero, a testimoniarlo. Stavolta, a far la differenza, c’è l’emergenza sanitaria e con essa la necessità di tutelare la salute pubblica dal possibile innesco di focolai incontrollati. Lo conferma il sindaco Giampaolo Provoli: «Si sono sommate una serie di situazioni, non ultimo il fatto che fosse passata di lì una persona che si temeva fosse positiva: gli accertamenti hanno escluso positività, ma questa situazione per noi è stata decisiva». Così a luglio prima Provoli ha informato tutti, dal prefetto al questore, dai carabinieri all’Ulss e poi, forzando un po’ la mano, è corso ai ripari provvedendo al taglio della vegetazione spontanea che aveva reso invisibili gli stabili che si affacciano sulla strada di collegamento con Lonigo. Secondo passo, la chiusura delle saracinesche su tutte le utenze (interrotte a monte) dove, più e più volte, gli occupanti degli stabili (una ventina secondo i residenti, al massimo la metà secondo la Polizia locale) erano riusciti a ricavare allacci abusivi. Contestualmente sono stati sigillati i varchi che erano stati ricavati demolendo parti di muratura e ripristinata una serie di misure anti intrusione. «GIÀ COSÌ», spiega Provoli, «dai sopralluoghi della Polizia locale è emerso che il numero di persone è andato riducendosi fino ad azzerarsi». Questa, almeno, è la situazione che hanno trovato qualche giorno fa le pattuglie di Polizia locale e carabinieri del Nucleo operativo radiomobile che hanno accompagnato due funzionari del Servizio di igiene e sanità pubblica in sopralluogo: negli appartamenti non c’era nessuno ma c’erano tracce di un recente utilizzo degli spazi. «STANTE LA PRECARIA situazione igienico-sanitaria, l’Ulss ha dichiarato inagibile gli edifici e disposto la loro messa in sicurezza», dice Provoli. E spiega così le iniziative adottate su proprietà privata: «Gli stabili sono abbandonati da una ventina d’anni e la prima corrispondenza con chi risultava proprietario, e il primo verbale, risalgono al 2014. Negli anni, nonostante segnalazioni continue e una diffida a novembre, non è mai accaduto nulla complice il fatto che si sommino nude proprietà, usufrutti e pure beni messi all’asta. Questa situazione non poteva trascinarsi ancora», dice perentorio, «e, chiusa la parte burocratica e documentale, il conto delle spese sin qui sostenute arriverà a proprietari che erano stati abbondantemente invitati a provvedere». •

Paola Dalli Cani