CHIUDI
CHIUDI

29.11.2019

Sosta a pagamento, l’ipotesi fa paura ai negozianti

«Vogliono mettere colonnine e rendere i parcheggi a pagamento, così muore il paese», denuncia Giovanni Battista Perfetto, la cui famiglia è attiva nel commercio di Soave dal 1800 e nel 1976 ha aperto un supermercato con il suo cognome in piazza, in corso Vittorio Emanuele. Quella di rendere a pagamento le aree di sosta del centro storico sembrerebbe la decisione dell’amministrazione comunale che da due anni ha preso in mano il Comune di Soave. Una decisione che viene confermata dai documenti che dimostrano un’intenzionalità di agire in questo senso. A confermare la notizia è infatti la delibera della Giunta Comunale del 5 novembre, che si trova anche pubblicata sull’Albo Pretorio e che ha in oggetto: «individuazione aree di sosta a pagamento ai sensi degli articoli 6 e 7 del C.d.S. - atto di indirizzo». A spiegarne la scelta sono quelle definite «finalità di interesse pubblico» all’interno della delibera come: la necessità di garantire una rotazione costante dei veicoli, migliorare l’ordine e la disciplina della circolazione, ridurre il fenomeno della sosta vietata; soddisfare delle esigenze rilevate dagli amministratori nel centro storico e nelle aree di parcheggio che si trovano a sud e a est della cinta muraria. La delibera ha creato molta preoccupazione, almeno al supermercato Perfetto. Solo martedì scorso, però, l’amministrazione comunale ha organizzato un’assemblea pubblica per presentare un’ipotesi di nuova viabilità. «Durante l’assemblea», spiegano al supermercato, «pare che sia stato riferito proprio dagli amministratori che nulla è stato ancora deciso». Nella delibera però è chiaro che l’intenzione dell’amministrazione è: «procedere a una gara pubblica per l’affidamento del servizio di gestione integrata della sosta a pagamento dei veicoli senza custodia sulle aree di proprietà del Comune a ciò destinate e delle attività connesse e complementari sul territorio comunale durante tutto l’anno». La paura più grande di chi è contrario è che questa possa far spegnere la vita del centro e che i negozi e conseguentemente i dipendenti, rischino di non lavorare più. «A Monteforte D’Alpone, da quando hanno chiuso la via centrale, alcuni negozi non hanno retto», riflette Perfetto, «si può limitare un paese? Noi diamo un servizio». •

A.O.O.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1