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02.11.2019

Ritrovato il discorso di Diaz sulla fine della prima guerra

Una lapide con il discorso di fine guerra del generale Armando Diaz
Una lapide con il discorso di fine guerra del generale Armando Diaz

«La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta». Questo è l’inizio del celebre bollettino della vittoria, firmato dal generale del comando supremo delle forze armate Armando Diaz, emesso il 4 novembre del 1918. L’incisione originale del proclama, inviato dal Re e da Diaz a tutti i Comuni d’Italia, è stato ritrovato a Castelcerino. Si tratta di una stele in marmo di due metri per uno circa sulla quale è riportato integralmente l’annuncio più atteso dagli italiani dell’epoca: la fine della guerra. Era stato dimenticato ed era finito sepolto nell’oblio. Durante i lavori di movimentazione terra per realizzare il nuovo parcheggio con belvedere nel centro della frazione, è rispuntata la lapide: l’amministrazione comunale l’ha fatta ripulire e l’ha posta su una struttura in metallo. Il rinvenimento è stato casuale. Girando quella che pareva solo una lastra, sono apparse le famose diciture. Così, domani, alla cerimonia del IV Novembre, Giornata delle forze armate e Festa dell’Unità nazionale, il sindaco Gaetano Tebaldi scoprirà la lapide ritrovata. «Sarà appoggiata al monumento ai caduti di Castelcerino», annuncia Tebaldi, «come testimonianza e a futura memoria del sacrificio estremo degli 800 mila italiani caduti nel primo conflitto mondiale e di tutti coloro che, in ogni tempo, nell’adempimento del proprio dovere, hanno sacrificato la vita agli ideali di patria, libertà, democrazia e pace». La cerimonia inizierà alle 9 con la messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelcerino, in suffragio di tutti i caduti per la patria. Alle 10, cerimonia al monumento che ricorda i caduti di Castelcerino e Fittà: ci sarà l’alzabandiera, l’onore ai caduti, la posa di una corona d’alloro, lo scoprimento dell’incisione su marmo col discorso di Diaz e il discorso del sindaco. Secondo tradizione, poi, Soave ricorderà la fine della guerra con più cerimonie. Lunedì 4 novembre, nel capoluogo, ritrovo, alle 10.30, a Palazzo del Capitano, dove si formerà il corteo che raggiungerà per le 11 l’Isola della memoria dove interverranno, assieme ai rappresentanti delle associazioni d’Arma e combattentistiche e del Comune, anche gli studenti dell’Istituto comprensivo di Soave, quelli dell’Istituto superiore per i servizi alberghieri e della ristorazione «Angelo Berti» e pure i piccoli della scuola dell’infanzia «Principe di Napoli». Alla cerimonia sarà cantato l’inno di Mameli, sarà deposta una corona d’alloro, commemorati i caduti. In caso di pioggia, la manifestazione verrà sospesa. Altre due cerimonie ufficiali saranno posticipate a domenica 10 novembre. Alle 10, si assisterà alla messa per i caduti della patria nella chiesa di Castelletto ,e al termine, attorno alle 10.50, ci sarà la commemorazione e l’onore ai caduti al monumento, con deposizione della corona di fiori. Sempre domenica 10 novembre, ma alle 11, a Costeggiola, si parteciperà alla messa festiva nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate e, al termine, attorno alle 11.50, si scenderà in corteo al monumento ai caduti in piazza, per deporre la corona d’alloro, onorare i caduti della frazione ed ascoltare la commemorazione ufficiale del sindaco. •

Zeno Martini
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