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12.02.2020

«Le foibe e la Shoah, confuse due tragedie per ignoranza»

Loredana Gioseffi
Loredana Gioseffi

I manifesti sbagliati fatti stampare e affissi dal Comune di Soave per il Giorno del Ricordo e poi tolti in tutta fretta con le scuse hanno comunque causato il disappunto di Loredana Gioseffi, figlia di esuli residente a Soave, nota in paese e a Verona, e di suo padre Giuseppe, che quell’esperienza visse sulla propria pelle. Gioseffi è pure presidente del Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, come il padre ne è presidente onorario. Più volte è entrata nelle scuole soavesi per raccontare la vicenda della sua famiglia. «Voglio esprimere la mia profonda indignazione per come l’amministrazione comunale di Soave ha “onorato” il Giorno del Ricordo», lamenta la professoressa Gioseffi, «esponendo manifesti in cui nell’ignoranza della storia, si confondono due grandi tragedie del Novecento: le foibe e l’olocausto». «Non solo, ma viene riportata una data che anticipa di tre giorni la ricorrenza che si commemora a livello istituzionale ogni anno il 10 febbraio», sottolinea la presidente del sodalizio veronese degli esuli dalle terre orientali, «in riferimento al Trattato di Pace di Parigi, firmato dalle potenze vincitrici la seconda guerra mondiale il 10 febbraio 1947. La notizia per la gravità del fatto ha suscitato stupore, incredulità, disapprovazione e ferma condanna e si è diffusa rapidamente anche a livello nazionale, in diversi contesti». Gioseffi fa notare che il Giorno del Ricordo è stato istituito con una legge dello Stato nel 2004, che intende «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra». «Faccio presente che, a partire dal 2007, l’allora amministrazione comunale di Soave», sottolinea Gioseffi, «iniziò a promuovere importanti iniziative a cui ha partecipato mio padre, esule da Rovigno d’Istria, come testimone, per fare memoria della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo giuliano-dalmata nella comunità di Soave». «Successivamente per numerosi anni, mio padre ed io ci siamo impegnati per testimoniare e far conoscere anche agli alunni della scuola media le tragiche vicende del confine orientale, fatti storici oscurati per decenni da opportunismi politici e condizionamenti ideologici», riferisce l’insegnante, «mio padre, ora novantottenne, per numerosi anni ha testimoniato il suo vissuto di esule, finché le sue forze glielo hanno consentito». «Non avrebbe mai potuto immaginare, dopo tante violenze e privazioni subite, di ricevere nel paese dove risiede e dove ha fatto conoscere la sua storia, questa ennesima ferita, proprio da questa amministrazione che ha sbagliato nel ricordare le sofferenze di 350 mila esuli giuliano-dalmati», commenta amareggiata la figlia. Giuseppe Gioseffi, istriano e soavese, presidente onorario dell’associazione che raccoglie i giuliano – dalmati e istriani esiliati che hanno riparato e sono stati accolti a Verona, è stato insignito nel giugno del 2018 dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, proprio in virtù della sua opera di divulgazione dell’esodo giuliano-dalmata fino in età avanzata. «In questa profonda amarezza, per fortuna un grande conforto ci è giunto dalla solidarietà che numerosi cittadini soavesi ci hanno manifestato», conclude Loredana Gioseffi. •

Zeno Martini
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