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27.06.2019

Gira nudo in paese e aggredisce i carabinieri

Il luogo del pestaggio a Soave
Il luogo del pestaggio a Soave

La serata è iniziata con una telefonata al 112: «C’è un uomo che mostra i suoi “gingilli“ in piazza Costituzione a San Bonifacio». Colpa del caldo, avranno pensato un pochino tutti, che dà alla testa. Neanche il tempo di far partire la pattuglia che poi di telefonate alla centrale operativa dei carabinieri ne sono arrivate altre e davano un uomo mezzo nudo da una parte all’altra del paese: al parcheggio del Soave Center e nei pressi di un hotel che si trova al casello di Soave, sulla Statale 11. E la sorpresa dei carabinieri, quando hanno finalmente agganciato il caloroso uomo, è stata grande: si sono infatti trovati davanti lo stesso nord africano che due settimane fa era rimasto ferito in un’aggressione nel parcheggio del Soave Center. L’uomo, 43 anni, nullafacente, pregiudicato, è stato dunque arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Perché quando ha visto i carabinieri anziché farsi controllare ha iniziato a menare le mani fino a quando i militari sono stati costretti a immobilizzarlo. I carabinieri dell’aliquota Radiomobile della compagnia di San Bonifacio, hanno dunque portato nelle celle di sicurezza della caserma l’arrestato, in attesa che ieri mattina comparisse davanti al giudice, che per lui ha disposto l’obbligo di firma in caserma. In linea teorica il marocchino dovrà presentarsi ogni giorno, ma è probabile che tra un paio di giorni neanche si presenti più, considerato che è avvezzo ad ubriacarsi molto. Lui non ha una dimora fissa, e quando i militari l’hanno raggiunto, l’altra sera era in stato pietoso, obnubilato dall’alcol al punto da non sapere neanche dove si trovasse. L’altra settimana lo straniero era stato pestato da connazionali al Soave Center. Ed era stato ridotto piuttosto male. A dare l’allarme e presumibilmente a impedire il peggio era stata una donna straniera che aveva dato chimato il 112. Ma dopo il ricovero in ospedale, il nord africano era uscito dall’ospedale non senza avere creato confusione. Quando era stato ricoverato, dopo l’aggressione, all’uomo era stato diagnosticato un trauma cranico con un versamento intracranico che avrebbe avuto bisogno di tempo per riassorbirsi. E di una vita controllata. Ma lui non resta nè a riposo, nè tranquillo. Le cause di quell’aggressione non erano state chiarite. Nell’immediatezza degli arresti, i connazionali che lo avevano picchiato con bastoni e mazze avevano detto che si erano vendicati del fatto che qualche era prima lui si fosse recato dove abitano e avesse loro mandato in frantumi i cristalli delle loro auto. Ma poi durante l’interrogatorio di garanzia gli arrestati avevano detto di aver trovato casualmente nel bagno del centro commerciale il connazionale, di averlo rincorso fuori dove lui li aveva minacciati con una roncola. In entrambi i casi versioni non credibili. •

Alessandra Vaccari
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