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16.06.2019

Erba troppo alta, l’incidente è in agguato

Dall’auto all’incrocio di Soave la strada quasi non si vede:  è venerdì, giorno del sinistroL’incidente che ha coinvolto la signora
Dall’auto all’incrocio di Soave la strada quasi non si vede: è venerdì, giorno del sinistroL’incidente che ha coinvolto la signora

Erbacce troppo alte sulla strada provinciale 58: così alte da impedire la visibilità a chi si immette all’incrocio. È successo lo scorso fine settimana a una signora di Soave che alla guida della sua auto, al ritorno dal lavoro, è stata travolta da un altro automobilista sulla perpendicolare che dalla provinciale conduce in via Fornace; per capirsi, il tratto di bretella che da località San Lorenzo scende verso la strada regionale 11 e il casello dell’autostrada. «La faccio tutti i giorni quella strada e quando la visibilità dell’aiuola spartitraffico ha cominciato ad essere compromessa dalle erbacce troppo cresciute ho segnalato la cosa al Comune di Soave, che mi risulta si sia attivato subito con la Provincia», racconta la donna che preferisce mantenere l’anonimato. «Fatalità», racconta, «lo sfalcio c’è stato, sì, ma solo il successivo sabato mattina, cioè il giorno dopo l’incidente. Mi sono sentita danneggiata e beffata». Tutto è successo nel pomeriggio quando la donna stava rientrando a casa dal lavoro: «Ormai conoscevo l’insidia, stavo particolarmente attenta». «Mi sono spinta in avanti con l’auto fino a dove riuscivo a vedere», prosegue nella ricostruzione la signora, «non ho visto nessuno e sono partita. Un istante dopo una macchina che arrivava da destra ha impattato violentemente contro la parte posteriore destra della mia auto: ho perso il controllo della macchina, ho fatto un fatto un testa coda e sono finita finita contro il cordolo di un’altra aiuola, rimbalzando poi sulla carreggiata. La prima cosa che mi sono sentita gridare dall’altro automobilista è che ero saltata fuori all’improvviso ma, davvero, in quel punto la visibilità non c’era, né per me né per lui». Basta guardare le foto del luogo scattate nel giorno dell’incidente per rendersi conto che un’auto in attesa dietro tutta quell’ erba di fatto era invisibile per chi saliva da San Bonifacio, com’era allo stesso modo invisibile per chi stava nel boschetto vedere qualsiasi cosa che non fosse un camion. «A me è andata benissimo ma il giorno prima avevo in auto una bambina di quattro anni e non so darmi pace. Anche venerdì», aggiunge, «qualche secondo avrebbe potuto far impattare l’auto che saliva dalla rotonda contro la parte anteriore della macchina e non so come sarebbe finita». La sua auto, una Fiat Stilo 140 cavalli, è inutilizzabile: la signora se l’è cavata con una prognosi di sei giorni. È scossa e arrabbiata: «Da settimane si sapeva del pericolo e si immagini come ho reagito sabato mattina vedendo alle 10.30 gli operai andarsene dopo aver tagliato tutte le erbacce!». Arrabbiato è anche il sindaco di Soave Gaetano Tebaldi: «Confermo pienamente, il Comune aveva segnalato il pericolo già il 15 maggio. Ne era seguita una fitta corrispondenza fino a quando, non vedendo ancora nessun intervento, il 28 maggio abbiamo segnalato per l’ennesima volta la cosa allegando una decina di foto del luogo», sbotta il primo cittadino. Il Comune di Soave è uno di quelli che hanno scelto di non sottoscrivere la convenzione con la Provincia per eseguire direttamente la pulizia dei cigli stradali: «Abbiamo rifiutato sia per l’onere economico, che per la responsabilità enorme a cui ci esponevamo», dice. «Le segnalazioni sono state numerose», aggiunge, «tant’è che avevo organizzato un intervento con alcuni volontari che sabato mattina, quando sono arrivati sul posto, hanno trovato tutto pulito». Non sarebbe stata la prima volta di un intervento, visto che l’estate scorsa il sindaco aveva preso attrezzi e mezzi e aveva provveduto in prima persona allo sfalcio in alcuni incroci. «Qualche giorno fa, notando altri punti pericolosi nella zona di San Vittore, ho chiesto al Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, che a breve dovrà fare un intervento su un corso d’acqua, di anticipare i tempi per poter procedere allo sfalcio quanto prima». «Comprendo le difficoltà nel settore pubblico», osserva ancora il sindaco Tebaldi, «le vivo del resto tutti i giorni anche io, ma va anche detto che quest’anno la Provincia sapeva già quali Comuni non si sono convenzionati e quindi si poteva fare già la programmazione, tanto più dopo le molteplici segnalazioni relative a un nodo viabilistico assolutamente importante come questo». •

Paola Dalli Cani
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