CHIUDI
CHIUDI

19.02.2020

Costeggiola, gli alluvionati in rivolta

L’incontro dei residenti di Costeggiola con il sindaco Gaetano Tebaldi FOTO PECORA
L’incontro dei residenti di Costeggiola con il sindaco Gaetano Tebaldi FOTO PECORA

Da un anno e mezzo vivono con la paura di finire nuovamente in mezzo al fango al prossimo scroscio d’acqua. Sono i residenti della frazione di Costeggiola, alluvionati il 1. settembre del 2018 quando una perturbazione che in passato si sarebbe definita di eccezionale portata, ha scaricato un fiume di fango ed acqua in centro paese. Nel giro di poche ore, sono piovuti oltre cento millimetri di pioggia che dai tre vai che attraversano la frazione, è scesa impetuosa, trasformando le strade in torrenti, sfociati dentro le abitazioni a valle. A distanza di un anno e mezzo circa, i residenti non hanno visto muoversi alcunchè e per questo una rappresentanza di 18 residenti, ha incontrato in municipio pochi giorni fa, il sindaco Gaetano Tebaldi, l’assessore ai lavori pubblici Marco Vetrano e la consigliere di Costeggiola Agnese Vezzari. Gli amministratori hanno annunciato che assieme al Consorzio di bonifica Alta pianura Veneta è stata messa a punto una soluzione idraulica, un’opera da 40 mila euro, soldi già stanziati dal Comune e progettata dai tecnici del consorzio. Ma ci sono voluti un anno e mezzo e i residenti non si fidano. «Parliamo di un problema di sicurezza», ha osservato inviperita Luigina Origano, «i fossati sono abbandonati a se stessi e sono pieni di immondizia e legname: non viene fatta la manutenzione da anni. Questi enti pubblici, come il consorzio di bonifica, non fanno nulla: si fanno vivi solo quando è ora di pagare il canone». D’altro canto il pericolo resta sempre dietro l’angolo: «Le precipitazioni come quella del 1. settembre 2018, possono capitare ancora», ha fatto presente la signora Origano, «e sono sempre più frequenti: dobbiamo imparare a fare i conti con questa situazione atmosferica. Un tempo i contadini dovevano tenere puliti gli scoli di competenza: oggi sono pieni di tutto, occupati da vigne ed anche fabbricati. Perchè non vengono sanzionati? Dove sono i controlli?». Loretta Caliari, coordinatrice dei suoi compaesani si chiede: «Invece di fare ricorso al consorzio di bonifica, visto la sua lentezza, non potevate avvalervi di tecnici esterni, o dei dipendenti del Comune e fare le cose più velocemente?». È stata affrontata la questione dei tre vai: «Sono ben tre in via Recoaretto che, asfaltata, diventa un fiume in piena ad ogni temporale», ha osservato un altro residente, Luciano Santi, «e alla fine della strada, non c’è modo di far sfogare quest’acqua. È lì che si deve intervenire». All’incontro era presente anche Matteo Pressi, ex consigliere comunale di minoranza ed ex componente cda consorzio di bonifica Alta pianura, esponente del gruppo civico «Soave Crescere insieme». «È chiaro che l’avvio dei lavori è una buona notizia», ha esordito Pressi, «ma è altrettanto chiaro, pur non volendo polemizzare, che ci sono dei ritardi e delle mancanze ascrivibili al Comune». •

Zeno Martini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie