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01.11.2019

Al San Giovanni apre le porte il centro per il Parkinson

L’inaugurazione del centro di riattivazione motoria per pazienti con Parkinson   FOTO AMATO
L’inaugurazione del centro di riattivazione motoria per pazienti con Parkinson FOTO AMATO

Un punto di riferimento dove trovare risposte ma, soprattutto, il luogo dove valorizzare, affinché possano essere mantenute nel tempo, le abilità che la malattia di Parkinson mette a rischio: è nato per questo, al Centro servizi San Giovanni Battista di Soave (la Rsa della Fondazione Oasi) il Centro di riattivazione motoria e logopedica per malati di Parkinson. Lo ha voluto il Rotary club Verona - Soave che ha esportato anche nell’estremo Est veronese l’esperienza che da anni l’Unione parkinsoniani di Verona porta avanti nei sei punti di riferimento territoriali attivi da tempo su Verona e provincia. Fondamentale per l’avvio del servizio, col quale viene offerta ai malati di Parkinson la possibilità di seguire percorsi di riattivazione specifici completamente gratuiti, il ruolo delle amministrazioni locali (in primis quella di Soave che fa da capofila) che hanno deciso di sostenere il progetto e di farsene ambasciatori sul proprio territorio comunale. Già da ieri pomeriggio alcuni volontari dell’Unione parkinsoniani di Verona hanno incontrato i familiari dei primi malati interessati ad usufruire di questo nuovo servizio: per chiunque lo desideri è possibile contattare il Centro di riattivazione motoria e logopedica chiamando il numero 045. 597351, oppure il 328.4668777 o ancora l’Oasi di Soave. Con la manifestazione di interesse viene organizzato un incontro preliminare con Gianluigi Veronesi, il neurologo che è l’anima ed il presidente dell’Unione parkinsoniani, per una prima valutazione finalizzata all’inserimento del malato nei gruppi. Il percorso proposto, come detto, è completamente gratuito ed è condotto da Alessia Fedrizzi, terapista che già si occupa di ginnastica di gruppo a Verona e Illasi. All’attivazione del Centro a Soave il Rotary club guidato da Ivan Zordan è arrivato dopo un progetto che ha impegnato tutti e 12 i Rotary club della nostra provincia e ha coinvolto, in percorsi di riattivazione, ben 119 malati dei quali sono stati testati i progressi. «Speranza nuova e non ingannatrice di riattivare competenze motorie che si pensavano perdute», ha detto Veronesi partendo proprio dall’esperienza sino ad ora vissuta. Consapevoli che una malattia degenerativa come questa sconvolga la vita delle famiglie, parkinsoniani e rotariani hanno voluto dare un aiuto concreto avvicinandolo il più possibile alle famiglie stesse. Il Centro inaugurato ieri, infatti, guarda a tutto l’estremo Est veronese, da Colognola ai Colli alla Val Tramigna, dalla Val d’Alpone al sambonifacese fino ai confini con la Bassa veronese. Per Maria Mastella, presidente Oasi, «comincia oggi un cammino importante, un’altra sfida per chi come noi si occupa di servizi residenziali ma ha occhi aperti sui bisogni del territorio. Mettiamo a disposizione la nostra palestra come esempio di collaborazione tra mondo del volontariato e istituzione e riguardo il Parkinson, patologia per la quale questo territorio è debole quanto a servizi, questa nuova opportunità si tradurrà in aiuto alle famiglie e serenità per i malati». Ne usufruiranno anche gli ospiti della Rsa soavese affetti da Parkinson. Anche l’Ulss 9 Scaligera, presente col direttore del distretto 2 Roberto Borin, sottolinea l’importanza della rete creata tra volontariato e istituzioni, una rete che in molte realtà si rivela da anni imprescindibile e che, nel caso di Soave, potrebbe allargarsi anche alle altre associazioni attive sulla Rsa per dare un respiro ancora più ampio al servizio rappresentato dal Centro. •

P.D.C.
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