A COSTEGGIOLA DI SOAVE

Siccità, l'sos del relais: «Senz'acqua per le docce e per lo sciacquone, rischio disdette da parte dei turisti»

Il B&B di Costeggiola rimasto a secco (Pecora)
Il B&B di Costeggiola rimasto a secco (Pecora)
TURISTI SENZA ACQUA IN RELAIS DI SOAVE

Un grido d’aiuto si leva dalle strutture turistiche. A causa della siccità, nelle zone del Veronese in cui scarseggia l’acqua potabile, il settore dell’accoglienza estiva rischia di finire in ginocchio. Succede, per esempio, sulle colline a nord di Soave, dove Acque Veronesi manda le autobotti a rabboccare i bacini idrici locali che servono al fabbisogno delle persone. Ma i bacini, appena riempiti, subito si svuotano. Gli abitanti, in qualche modo, si organizzano per rispondere all’emergenza: riempiendo secchi nei momenti in cui dai rubinetti arriva almeno un filo d’acqua, o comprando al supermercato bottiglie da usare anche per cucinare o perfino per risciacquarsi. Ma nelle strutture ricettive tutto si complica.

 

«Dopo un luglio da tutto esaurito, le nostre tre camere e i quattro appartamenti, per un totale di una trentina di posti, sono prenotati anche per l’intero agosto. I turisti provengono da ogni parte d’Europa, come Danimarca, Norvegia, Belgio Olanda, Germania, Finlandia, per vedere il Borgo dei Borghi. Però quando arrivano, stanchi e accaldati, magari in seguito a un viaggio di un migliaio di chilometri, non possono farsi la doccia. E nemmeno tirare lo sciacquone del bagno. Perché non c’è acqua; dai rubinetti non esce neanche una goccia», spiega Patrizia Lavorenti di Foryou Srl, la società proprietaria di Corte dei Soavi Relais, a Costeggiola, frazione collinare di Soave. «È facilmente immaginabile il grande disagio arrecato ai turisti», continua, «e l’enorme stress per noi gestori, che pur tempestando di segnalazioni Comune, Provincia, Questura e Acque Veronesi, non siamo in grado di dare risposte ai nostri ospiti. I visitatori avevano prenotato una vacanza di totale relax, che si sta trasformando in un incubo».

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Lavorenti teme il rischio «di essere travolti dalle disdette proprio ora che ci stavamo risollevando dopo due anni di misure anti-Covid», dice. «Non ci dormiamo la notte», conclude. E ogni mattina ci si alza sperando di poter constatare, aprendo i rubinetti, che l’emergenza è rientrata: «Invece siamo a secco da ormai quattro giorni», riprende Lavorenti. «Ormai la situazione è pesante, anche dal punto di vista igienico. C’era stata una prima avvisaglia circa quindici giorni fa, ma si era risolta nel giro di una giornata e mezza. Per quanto riguarda gli anni scorsi, non ci era mai successa una cosa simile». Conclude amaramente Lavorenti: «Si rischia che questo episodio, se non presto risolto, si traduca in una pessima pubblicità a vasto raggio non solo per Soave, ma per Verona intera».

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Lorenza Costantino