Sei milioni in giochi d’azzardo

Febbre da gioco: biglietti delle lotterie istantanee
Febbre da gioco: biglietti delle lotterie istantanee

Scacco in due mosse agli scommettitori e giocatori incalliti. I dati sul gioco d'azzardo e sulle scommesse forniti dall'agenzia delle Dogane e dei Monopoli non fanno intravedere futuri rosei per i giocatori patologici e per questo l'amministrazione comunale di Caldiero ha deciso di correre ai ripari, in vista della riapertura delle case da gioco, quando la pandemia sarà vinta. Gli ultimi dati utili forniti dall'agenzia dei Monopoli e delle dogane sono relativi al 2019 (lo scorso anno sale slot, da gioco e bingo della zona sono rimaste pressoché sempre chiuse per effetto dei decreti del premier Giuseppe Conte e del governatore del Veneto Luca Zaia): i caldieresi (e vicini) hanno buttato via in macchinette mangiasoldi, slot machine e videolottery qualcosa come 4 milioni di euro, precisamente 3 milioni 926 mila e 400 euro. Nei giochi telematici Sisal e simili – quali superenalotto, winforlife, scommesse ippiche, scommesse calcistiche, lotto e scommesse virtuali – sono stati spesi dai caldieresi 1 milione e 569 mila euro circa. I biglietti dei gratta e vinci strappati nelle tabaccherie e rivendite autorizzate del paese termale nel 2019 sono stati 84.675, per una spesa complessiva che raggiunge i 385.650 euro. Complessivamente a Caldiero nel 2019 si è giocata una cifra che fa rabbrividire: sei milioni di euro. Dunque, nonostante le azioni per disincentivare l'installazione di macchinette slot nei pubblici esercizi da parte dell'amministrazione comunale - con premiazione degli esercizi che hanno rinunciato a installare slot e videolottery - le scommesse e le puntate sono in aumento. Per questo l'amministrazione ha deciso di intervenire su due fronti. Un primo limite è stato imposto dal punto di vista urbanistico, individuando nel Piano degli interventi di recente approvazione le zone dov'è possibile confinare le sale da gioco d'ora in avanti, dopo la brutta esperienza dell'apertura di una sala gioco al centro di piazza Marcolungo, davanti a municipio e ufficio postale. «Non potendo vietare questi esercizi commerciali», spiega l'assessore ai lavori pubblici e sport Andrea Dal Sasso, «almeno potranno esercitare lontano da luoghi sensibili, quali le scuole e comunque fuori dai centri abitati». La seconda scelta dell'amministrazione va nella direzione di promuovere l'«Auto aiuto & dipendenza da azzardo», gruppi di auto aiuto a favore di giocatori e loro congiunti organizzati sia in città a Verona che in provincia dall'associazione Self Help e sostenuti dai distretti 1 e 2 dell'Ulss 9 Scaligera all'interno del progetto sanitario chiamato «Esci dai giochi». «La dipendenza da gioco d'azzardo ha ripercussioni non solo sulla persona ludopatica», evidenzia Dal Sasso, «ma anche su coloro che gli stanno vicino. In questi gruppi è possibile trovare un luogo per raccontarsi davanti a persone che hanno il medesimo problema, condividendo storie e situazioni». L'associazione Self Help opera da 25 anni nel settore della dipendenza da gioco d'azzardo. I gruppi di aiuto aiuto si tengono nell'Est veronese il mercoledì a San Bonifacio, mentre il martedì si svolgono a Verona: prenotazioni al 349.8615778, o scrivendo una mail a selfhelp.gap@gmail.com. È attivo anche un servizio di supporto, mediazione e consulenza legale il giovedì dalle 14 alle 16 al 348.6017972. •

Zeno Martini