Scuola, le questioni sul piatto

La dirigente scolastica Rosalia Nigro durante l’incontro in municipio con i genitori FOTO PECORA
La dirigente scolastica Rosalia Nigro durante l’incontro in municipio con i genitori FOTO PECORA

Avevano bisogno di essere ascoltati e di avere un confronto con le autorità comunali e scolastiche e lo hanno ottenuto. A seguito delle nuove linee guida sul contagio e della partenza ritardata di dieci giorni dell'anno scolastico, una quarantina di genitori di alunni della scuola elementare di Soave sono stati ricevuti nella sala consiliare di Palazzo del Capitano, sabato, dal sindaco Gaetano Tebaldi, dagli assessori all'istruzione Giovanna Stubeli, ai lavori pubblici Marco Vetrano e dalla dirigente scolastica Rosalia Nigro. I 40 genitori, alcuni anche con i figli al seguito, coordinati da due rappresentanti di classe, Michele Ceola ed Alessio Vezzari, hanno spiegato per ben tre ore le loro esigenze e le criticità che hanno incontrato dall'inizio ritardato delle lezioni il 24 settembre, al momento con dieci classi accolte nel plesso della primaria Ippolito Nievo e altre nove alla scuola media. Tre le richieste in particolare portate all'attenzione della dirigente: l'uscita dei loro figli alle 12.15, orario in cui per mamme e papà è difficoltoso andare a prendere gli scolari e con i nonni impossibilitati a recuperare i nipoti a causa del contagio. L'inizio ritardato del tempo pieno, che non è ancora partito e che causa problemi ai genitori che lavorano il pomeriggio. Infine l'utilizzo della mascherina in classe durante tutte le ore di lezione, nonostante il distanziamento dei banchi. «Non c'è un'idea di quando potrà cominciare il tempo prolungato?», ha chiesto Michele Ceola, «e quando comincerà il servizio mensa?». «Abbiamo grossi problemi nel venire a prendere i nostri figli a mezzogiorno e un quarto, quando molti di noi ancora sono al lavoro», ha aggiunto Alessio Vezzari. «Inoltre all'ingresso al mattino si creano assembramenti». La dirigente Rosalia Nigro ha assicurato che già dalla questa settimana, partirà la refezione scolastica, «ma il problema di far iniziare l'orario a tempo pieno è legato al fatto che mancano ancora alcuni insegnanti». Dunque, appena il corpo docente sarà al completo, comincerà anche il tempo pieno. Sulle mascherine, la dirigente scolastica ha assicurato che è stata una misura adottata dal Consiglio d'istituto, su preciso suggerimento del medico nominato dall'Istituto comprensivo. «Siamo in una fase di sperimentazione e di osservazione e alcune misure dovranno essere rimodulate sulla base della curva epidemiologica», ha confermato Nigro. «È una misura preventiva per la salute vostra e dei vostri figli», ha spiegato sempre la dirigente scolastica. «La mascherina non viene tenuta continuativamente, ma con delle pause. Anche all' esterno, nel cortile, viene indossata per consentire agli scolari di avvicinarsi tra loro, altrimenti dovrebbero rimanere lontani l'un l'altro». «ALCUNE SCUOLE a noi vicine hanno già cominciato a chiudere alcune classi per alcuni casi di positività tra gli studenti», ha osservato Nigro. Ma i genitori sulle prime non hanno accettato di buon grado che i figli siano costretti a indossare le mascherine in classe. «Non servono se già i banchi sono ad un metro di distanza», ha ribadito un papà. «Basta seguire le linee guida del ministero, che non prevedono la mascherine obbligatorie per cinque, sei o- re», ha aggiunto una madre. «Il distanziamento tra i banchi non è sufficiente e non assicura il contenimento del contagio», ha risposto Nigro, «in quanto i bambini fanno una sosta prolungata nello stesso ambiente e a questo si può far fronte solo indossando le mascherine, che il ministero ha iniziato a consegnarci». I genitori alla fine hanno chiesto alla dirigente un confronto con gli insegnanti e un maggiore controllo durante le lezioni, perché c'è il sospetto che la paura di contagiarsi dai bambini sia dei docenti e che siano essi a chiedere di indossarle per non venire contagiati dal Covid. «Raccolgo le vostre istanze, che sottoporrò al prossimo Consiglio di istituto, dove ci sono anche due rappresentanti dei genitori», ha promesso Nigro. Dal versante dei lavori in corso per l'innalzamento dell'ultimo piano della scuola elementare, il sindaco ha promesso ai genitori che attorno al 20 ottobre i lavori che impediscono l'utilizzo di tutte le aule del plesso dovrebbero essere conclusi e quindi tutte le classi elementari per fine ottobre «verranno riunite al plesso della primaria Ippolito Nievo», ha garantito Tebaldi. «Mangiare nel container non è bello e non è facile gestire il distanziamento», ha evidenziato il sindaco. «Ecco perché ci siamo dati da fare per garantire ai vostri figli una mensa interna, all'ultimo piano dell'edificio. I lavori saranno ultimati a dicembre», ha concluso Tebaldi, «e l’anno prossimo i vostri figli potranno mangiare nella nuova mensa». •

Zeno Martini