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28.09.2019

Scampata al rogo, ora torna casa

I  mezzi dei vigili del fuoco davanti alla villa, ora sotto sequestro in attesa delle verifiche statiche
I mezzi dei vigili del fuoco davanti alla villa, ora sotto sequestro in attesa delle verifiche statiche

È tornata a casa, in una dependance all’interno della tenuta della sua villa di San Vittore di Colognola, Barbara Elizabeth Ellmauer, la moglie di Umberto Menzinger Von Preussenthal, il settantaseienne che l’altra notte ha perso la vita cercando di scampare alle fiamme divampate nella loro stanza da letto, al primo piano della Colombara, la storica residenza gentilizia appartenuta ai conti Serenelli, di cui Menzinger era discendente. Se la donna è riuscita a lasciare la stanza uscendo dalla casa e, trasportata all’ospedale di San Bonifacio è stata presto dimessa, per il marito non c’è stato nulla da fare: Umberto, di famiglia nobile sia per parte paterna che materna, è stato trovato dai vigili del fuoco e dai soccorritori riverso a terra in un tentativo di fuga dalla camera, asfissiato dal fumo sprigionatosi dal rogo forse dovuto a un cortocircuito. Le indagini sono ancora in corso e la villa è stata posta sotto sequestro. Agibile, invece, è un piccolo edificio annesso al palazzo, dove Barbara, ex modella e cantante di origine tedesca oggi settantaduenne, ora vive. Nella tenuta di Villa Serenelli a San Vittore era approdata circa una quindicina di anni fa con Umberto, ex fotografo di grido e suo manager, dopo aver vissuto insieme a lui molti anni negli Stati Uniti, per un periodo addirittura nel leggendario Chelsea Hotel di Manhattan. Un passato ancora evidente nel profondo legame che univa la coppia, molto riservata: tra coniugi si esprimevano tuttora in inglese. Uscivano raramente e lei non si vedeva quasi mai a San Vittore; se capitava, solo con Umberto. «Barbara ha sempre parlato poco, un po’ per la lingua straniera e un po’ per indole. Da ieri non dice quasi niente; fisicamente sta bene ma è molto provata psicologicamente. Tiene in braccio il suo cagnolino in silenzio, lo sfama, mentre lei non vuole mangiare», riferisce Luciano Olivieri, amico di famiglia fin da quando, diversi anni fa, era ancora viva la mamma di Menzinger, la marchesa Maria Ernestina Lo Faso, nipote del conte Serenelli. Olivieri è anche coerede della villa e, abitando poco lontano, è lui che ora si prende cura di Barbara. «È molto esile e le raccomando di tenersi su, ma è tanto provata dall’accaduto», aggiunge. La donna comincia a realizzare ora che Umberto non c’è più e pare fatichi a parlare del momento in cui si dovrà dargli l’ultimo saluto. «Le fiamme dal piano superiore sono scese sotto, dove la coppia abitava. Sono così andati bruciati documenti e soldi, per cui prima di celebrare il funerale bisognerà rifare tutta la documentazione. Inoltre anche sul versante economico non mancano difficoltà». «Mi è parsa orientata, per convinzioni personali», prosegue Luciano Olivieri, «alla cremazione; credo che le ceneri di Umberto saranno poste in un’urna nella tomba di famiglia al cimitero monumentale di Verona. Là gli sarà dato l’ultimo saluto, presumo con rito civile». L’assessore ai servizi sociali Giovanna Piubello ha detto: «Il Comune è pronto a dare supporto alla signora qualora intendesse chiederlo», confermando così la disponibilità già preannunciata dal sindaco Claudio Carcereri de Prati. È lui ora a definire San Vittore «una frazione ancora sotto choch. La disgrazia riguarda due persone note, la cui famiglia, radicata nel territorio, gravita a memoria d’uomo intorno al piccolo paese, se si considera che per tanti anni la tenuta Serenelli ha dato lavoro a parecchi sanvittoresi sia in campagna che in villa». •

Monica Rama
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