Savoia, la maggioranza lo lascia solo

Il Consiglio comunale post emergenza: un tavolino per ogni consigliere e un colpo di scena
Il Consiglio comunale post emergenza: un tavolino per ogni consigliere e un colpo di scena

Un atto d’accusa in piena regola: così si è chiuso il primo Consiglio comunale convocato dopo l’esplosione dell’emergenza sanitaria. In un Palazzo Vescovile sanificato dai Vigili del fuoco e con il salone «Barbaro» trasformato in una ampia sala consiliare, con un tavolo per consigliere ed una decina di posti riservati al pubblico, il sindaco Roberto Costa e la sua maggioranza ha sostanzialmente detto «basta» alla modalità con cui il consigliere di Tradizione nel futuro, Andrea Savoia, ha scelto, da inizio mandato, di fare opposizione. Con una comunicazione del sindaco, inserita prima del lungo elenco delle 11 mozioni presentate da Savoia, più quella presentata da Teresa Ros per il gruppo Monteforte si può fare, Roberto Costa, in 14 minuti di discorso, ha esternato tutto il suo rammarico ma anche posto l’aut-aut al consigliere Savoia prima che ognuno dei componenti della maggioranza abbandonasse l’aula in segno di protesta facendo venir meno, così, il numero legale per proseguire. Nei 14 minuti di intervento, Costa ha raccontato l’emergenza vissuta nella stanza dei bottoni ma ha anche elargito molti grazie, ai dipendenti comunali e alla Polizia locale in primis, e quindi «al gruppo Monteforte si può fare e a Teresa Ros che ci è stata vicina e più volte si è offerta di dare una mano. Purtroppo, però», ha detto Costa, «non siamo stati tutti uniti. Provo rammarico davanti alla pioggia di interpellanze, mozioni e richieste di accesso agli atti arrivate dal consigliere Savoia in un momento in cui avevamo in mente solo il benessere di Monteforte», ha detto Costa. Il sindaco ha definito «inutili» molte richieste di Savoia, altre «contraddittorie» e ha poi accusato apertamente il consigliere: «Col suo modo di operare, portando via agli uffici tanto tempo che dovrebbero dedicare ai cittadini, lei sta danneggiando Monteforte». Al consigliere che, tra le tante richieste, ha inserito anche quella di avere la «testa» del responsabile dell’ufficio tecnico, per i procedimenti avviati contro cittadini e che hanno «fatto soccombere il Comune», Costa ha risposto difendendo il tecnico e rigettando al mittente la richiesta. Poi, il gran finale del sindaco: «Quest’anno, la più grande opera pubblica sono i montefortiani: con questo Consiglio comunale si chiude una pagina e spero di ritrovare nella prossima riunione dei capigruppo un consiglio comunale più compatto, almeno per questo periodo». Detto questo, ad uno ad uno, i componenti della maggioranza sono usciti dall’aula. Il consigliere Savoia, che in Consiglio era stato attaccato frontalmente anche dal collega Oriano Bertuzzi, a fine seduta ha parlato di «finale prevedibile, ma molte di queste mozioni e delle interrogazioni sono antecedenti all’emergenza Covid-19: per molte sono in attesa di risposta da novembre. Se si arriva ad un confronto così acceso, entrambe le parti dovrebbero farsi delle domande: io mi chiedo dove ho esagerato, loro cosa hanno fatto per stemperare gli animi? Il paese arriva da anni di turbolenza ma non ci sono stati segnali che il passato sia finito. Perché Costa non ha mai convocato la conferenza dei capigruppo né nominato le Commissioni? Si sottrae al confronto». Impossibile anche per il consigliere Teresa Ros illustrare la mozione del suo gruppo: «Posso capire la scelta della maggioranza solo se collegata alle tante difficoltà inaspettate di questi mesi, ma è diritto delle minoranze presentare mozioni perché siano votate ed è doveroso che questo venga garantito sempre. La situazione di tensione che si è venuta a creare deve essere assolutamente superata e noi ci contiamo, anche per recuperare lo spazio e il tempo per esercitare al meglio il nostro ruolo di proposta e di controllo». •

Paola Dalli Cani