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20.11.2019

Stazione più controllata Chiesto il posto Polfer

Controlli della Polizia ferroviaria a San Bonifacio
Controlli della Polizia ferroviaria a San Bonifacio

Posto Polfer alla stazione di San Bonifacio, progetto formativo nelle scuole secondarie di primo grado per insegnare la sicurezza lungo i binari, protocollo per l’istituzione del controllo di vicinato ma anche la possibilità di approntare a livello territoriale un collegamento con la banca dati per il riconoscimento delle persone: sono solo alcune delle iniziative alle quali le diverse anime del Comitato per l’ordine e la sicurezza, ed il territorio, stanno lavrando. «La stazione ferroviaria di San Bonifacio soffre di tutte le problematiche presenti laddove non ci sono presidi Polfer e per questo vengono periodicamente organizzati controlli straordinari», ha detto Maria Grazia Di Masi, vice dirigente del compartimento Polfer di Verona Porta Nuova. Un controllo era attivo anche ieri, «uno dei tanti frutto della grandissima collaborazione con carabinieri e polizia locale di San Bonifacio». La richiesta dell’istituzione di un posto Polfer lo ha confermato anche lei, «non so se lo otterremo ma da parte nostra c’è la massima volontà e la massima disponibilità». A preoccuparla di più però, oggi è ciò che ha reso necessario il progetto educativo Train to be cool, quello che sta proponendo alle scuole medie inferiori per combattere «lancio dei sassi contro i treni, posizionamento di barriere sui binari, comportamento pericoloso e incosciente lungo i binari. Sono episodi gravi, che verifichiamo soprattutto nel periodo di chiusura delle scuole, e che a volte diventano tragedie». Nel suo Patto di sicurezza urbana il prefetto Cafagna vuole inserire anche i cittadini: «È pronta la bozza di protocollo per l’istituzione del controllo di vicinato che ha appena ottenuto l’approvazione del ministero dell’Interno e che sono pronto a trasmettere ai Comuni. Lo ritengo strumento utile per migliorare la capacità di rispondere alla esigenza di sicurezza delle persone». Per l’applicazione del Daspo urbano, cioè l’allontanamento dal territorio comunale di persone moleste o la cui condotta risulti pregiudizievole della sicurezza urbana e delle infrastrutture, i diversi comandi di polizia locale sono stati invitati a rivolgersi alla divisione anticrimine della Questura in attesa dell’elaborazione di uno schema operativo ad hoc. In provincia, poi, potrebbe essere individuato un punto di accesso al Sistema automatizzato di identificazione delle impronte (Afis) in alternativa a quello attivo alla Questura di Verona. Queste le prime cose nell’agenda 2020: quella del 2019 si chiude, stando ai dati forniti dal comandante provinciale dei carabinieri Pietro Carrozza, con una diminuzione dei reati denunciati (2.789 contro i 3.031 del 2018) e un aumento di quelli scoperti (820 contro i 745 del 2018), ma anche una nuova sicurezza quanto a problematiche di competenza dei vigili del fuoco. Il nuovo distaccamento di Caldiero ha garantito risposta contenuta in 20 minuti nelle 463 occasioni in cui i pompieri dell’Est veronese sono stati chiamati ad intervenire.

P.D.C.
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