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10.02.2020

Spostare la fontana in marmo? In paese due schieramenti

L’inaugurazione della fontana in corso Venezia, nel 2003
L’inaugurazione della fontana in corso Venezia, nel 2003

Da qualche giorno il progetto di spostare un pezzo di arredo urbano del centro, come è una fontana, ha sollevato una vivace polemica urbanistico sentimentale che sta appassionando sia persone anziane che più giovani frequentatori dei social. Su questi infatti è partita la scintilla polemica degli scontenti dell’operazione, apparentemente di minore interesse, ma molto sentita quando coinvolge ricordi, sentimenti e affezioni. Questa, in breve, la storia del trasferimento della fontana di via Morando, attualmente in gestazione. Da tempo la nota gelateria d’angolo tra via Morando e Corso Venezia, uno dei maggiori centri di animazione del centro storico, aveva chiesto di allargare il plateatico, cosa possibile se a pochi metri non venisse bloccato dalla presenza della fontana. Naturalmente la spesa per lo spostamento di questa sarebbe sostenuta dallo stesso esercente. Ma si può fare? I dehors ci sono in molti centri, servono ad animare e abbellire. Il Comune sarebbe disponibile, ma lo spostamento della fontana appare meno semplice del previsto. A parte i commenti sfavorevoli sui social, anche a vari residenti della zona affezionati alla loro fontana il trasferimento non è gradito. «È l’unica fontana storica del paese», dice Paride Geroli, della Confartigianato con calzoleria in via Morando, «e trasferirla non piace certo a tutti: è sempre stata un punto di riferimento del paese, cui siamo affezionati». Infatti esiste in paese solo un’altra fontana, più recente, quella del Parco dei Tigli. Questa di via Morando è la terza edizione di una vecchissima fontanella in ghisa, a colonna con pulsante in ottone, sostituita successivamente con una sorta di fontana in pietra calcarea, poi trascurata. Diventata cadente, fu sostituita nel 2003 da quella attuale, in marmo, donata da Pietro Zanella e impreziosita dal gruppo equestre in bronzo donato dalla scultrice Marina Bertagnin. Quest’opera rappresenta, su un cavallo, il conte Milone San Bonifacio capostipite della famiglia che diede il nome al paese. La fontana venne inaugurata dopo la sistemazione di Corso Venezia, domenica 4 Maggio 2003, dal sindaco Antonio Casu, presente il conte Alessandro San Bonifacio. La settimana scorsa, per decidere il da farsi, si è riunito un gruppo di lavoro con il presidente della commissione urbanistica, architetto Alberto Facchin, il sindaco e i tecnici delle parti interessate, che hanno deciso di raccogliere ulteriori pareri Sarà anche l’occasione per apporre sotto il gruppo equestre la targa di ottone, già pronta, che indica il nome del personaggio, ignoto ai più giovani. Lo spostamento della fontana per il sindaco Giampaolo Provoli rientra nel programma di migliorie urbanistiche del centro. «La ristrutturazione di quell’angolo», dice, «lo porrà maggiormente in sicurezza, imponendo all’esercente che ne ha fatto richiesta una serie di paletti; con l’occasione si potrà dare maggiore visibilità al bronzo. Lo spazio lasciato libero consentirà all’esercente di realizzarvi una struttura in acciaio - vetro, il classico dehors, come a Verona o Soave e Cologna, struttura però amovibile a richiesta del Comune». Ne trarrebbe beneficio anche la viabilità di Corso Venezia. Per quanto riguarda la collocazione della fontana, «abbiamo sentito diversi pareri, le opzioni principali sarebbero due: in piazzetta Massimo Priori, sull’aiuola già occupata dall’ex edicola dei giornali, dove però creerebbe un ostacolo per le manifestazioni musicali; l’altra potrebbe essere all’incrocio tra Corso Venezia e via Ospedalvecchio, davanti alla banca». •

Gianni Bertagnin
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