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14.05.2019

San Bonifacio, Salvini: «Prendere il treno non sia un'avventura». Poi pioggia di selfie

In più di mille per il vice premier Matteo Salvini: così San Bonifacio ha accolto il ministro degli Interni in occasione della sua tappa a sostegno del candidato sindaco Emanuele Ferrarese.

Puntualissimo all'appuntamento delle 15.30 ha fatto il suo ingresso in un cinema Cristallo stipato: uno dei primi a conquistarsi il posto, mai perso di vista dalle forze dell'ordine, un attivista dei movimenti europeisti e la sua bandiera a 12 stelle d'ordinanza. Ha usato l'ironia, a fine incontro, per richiamare l'attenzione ad un concetto di Europa che è in netto contrasto con quello della Lega.

Tra i primi ad arrivare anche decine e decine di ragazzini, addirittura più energici degli adulti quanto a tifo per il vice premier e sfottò per i contestatori.

Sul palco il consigliere regionale Enrico Corsi apre l'incontro e fa alternare i protagonisti: il primo è Emanuele Ferrarese che sottolinea la portata storica di un ministro degli Interni a San Bonifacio, invita ad aiutare attraverso il voto la Lega a difendere in Europa i diritti dei cittadini e rimarca come, proprio l'aiuto della Lega sia fondamentale su temi come sicurezza, Tav, Pfas.

C'è anche Paolo Borchia, candidato alle europee: gli basta dire che “dall'Europa arriva circa l'80% dei paletti alle nostre leggi” per sottolineare come, attraverso il voto, sia possibile garantire quel presidio puntuale che tuteli gli interessi italiani. Lorenzo Fontana, ministro veronese alla famiglia, interroga la folta platea: “Cosa c'è di razzista a voler sapere chi entra nel nostro paese? E' razzismo chiedere che se c'è una casa popolare prima si pensi ai sambonifacesi?”. In platea ci sono il consigliere regionale Alessandro Montagnoli, Lorenzo Ruggeroni che corre da aspirante sindaco a Roncà e poi si fa vedere anche Roberto Costa, che una coalizione Lega-Forza Italia e tre civiche candida a sindaco a Monteforte d'Alpone.

Salvini sale sul palco alle 16.02: “Quello che stiamo facendo non richiedeva geni ma buon senso e un po' di coraggio” dice ed inizia la sua panoramica sui risultati della Lega in poco più di un anno di governo. C'è spazio per i temi locali, “non deve essere un'avventura prendere un treno a San Bonifacio”, dice riferendosi alle criticità rappresentate dalla stazione ferroviaria, e per quelli europei “se ci date una mano andiamo in Europa e cambiamo le regole che ci stanno massacrando”. Diciassette minuti dopo invita i suoi sostenitori a caccia di selfie ad attenderlo fuori: foto di rito con Ferrarese e con tutta la lista e poi bagno di folla. In fila ci si mettono anche tanti giovanissimi “nuovi” italiani i cui tratti somatici rimandano a Bangladesh o Cina: il selfie lo fa con tutti, compresa una suora che pazientemente attende in seconda fila oltre le transenne. 

Paola Dalli Cani
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