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27.07.2019

Quaderno di Coalonga, solidarietà contagiosa

Superate l’anno scorso le Colonne d’Ercole del trentennio, i Quaderni di Coalonga, apparentemente prossimi al canto del cigno, hanno invece lanciato un inaspettato inno alla nuova vita. Chiave della rinascita è stata la «solidarietà contagiosa», come l’ha definita Gianni Storari, coordinatore e animatore della pubblicazione, cioè il tradizionale «filo conduttore» di Coalonga, per sua natura sempre disponibile verso il prossimo. I Quaderni, anima della contrada e testimoni di questa disponibilità, sono stati salvati proprio dalla solidarietà di altri nuovi sponsor, «contagiati» e accorsi a sostenere la pubblicazione nel suo apprezzato servizio culturale e umanitario. Sono giunti da varie latitudini, soprattutto da Montorio, da Padova e moralmente anche dalla terremotata Arquata, aiutata da Coalonga e con cui è in corso un ideale gemellaggio, concretizzatosi anche con il calendario 2019 presente in tante case di San Bonifacio e Arquata. È stato realizzato a proprie spese da un altro «contagiato» dalla solidarietà. Grazie sempre a questo felice «contagio» è anche il finanziamento della stampa, per la prima volta tutta a colori, del nuovo Quaderno, che in copertina reca il numero 30 punto 2, a testimonianza della rinascita. Questo 32° numero sarà presentato tradizionalmente questa sera, ultimo sabato di luglio, alle 20.30, accanto al famoso chiosco di piazza sant’Antonio, con la premiazione anche dei nuovi collaboratori. Che quest’anno esordiscono con vicende vissute personalmente ma che rientrano nel grande libro della storia di questa terra e con il ricordo di grandi personaggi che l’hanno amata e onorata, come Giorgio Gioco e Roberto Perlini. Claudio Soprana, di Arcole, sul filone di ricerca che i Quaderni hanno sempre seguito sugli eventi tragici che hanno colpito la nostra zona, racconta e documenta la storia di un soldatino di Arcole, disperso in Russia con il fratello. Maurizio Mantoan, figlio di un ferroviere, parla dei caselli dei passaggi a livello ferroviari della zona, presenti fino a pochi decenni fa, in uno dei quali abitava con la famiglia; racconta le esperienze di quella vita isolata, davanti allo sfrecciare dei treni e ricorda quando, dal ‘43 al ’45 i treni trasportavano in Germania i deportati, che dai finestrini gettavano dei bigliettini, sempre raccolti dai suoi genitori che provvedevano poi a spedirli alle famiglie degli sventurati. «Anche questa è una finestra», sottolinea Storari,«sulla solidarietà della nostra gente». Gianni Rossin, che ha lavorato a fianco di Giorgio Gioco al Dodici Apostoli di Verona, ne traccia un profilo visto dal luogo di lavoro. E ricorda anche l’industriale Roberto Perlini, che si vantava di essere un «coalonghese» perché aveva sposato una della contrada, oltre che per simpatia: un ricordo per esprimere la gratitudine della comunità per quanto ha fatto per il suo paese. Tra l’altro nel Quaderno torna il discorso di Arquata e della solidarietà, ben rappresentato sulla copertina. È invece rinviato al prossimo Quaderno il ricordo di un altro grande sanbonifacese, Gaetano Zonato, scomparso recentemente, La serata si concluderà, come da tradizione, con il «minestrone delle donne di Coalonga», distribuito gratuitamente a tutti i presenti. La copertina quest’anno fonde emblematicamente il logo di Arquata ( profilo del vecchio borgo semidistrutto e la torre antica) e una finta vecchia mappa di San Bonifacio dove via Coalonga campeggia come la via principale, con al centro il capitello di Sant’Antonio e la frase emblematica «La solidarietà è contagiosa». •

G.B.
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