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27.11.2019

Notti di violenza al pronto soccorso

Carabinieri al pronto soccorso di San Bonifacio
Carabinieri al pronto soccorso di San Bonifacio

Violenze al pronto soccorso dell’ospedale di San Bonifacio. A denunciare il ripetersi di aggressioni nel reparto il cui personale è il più a diretto contatto con il territorio del Fracastoro sono due amministratori pubblici. Si tratta di un sindaco ed un vicesindaco di due Comuni della grande area che afferisce al nosocomio sambonifacese. I primi cittadini hanno deciso di testimoniare sulle situazioni incresciose avvenute negli spazi del primo soccorso e di farlo nella maniera «più pubblica» possibile. I sindaci hanno infatti parlato di queste esperienze durante un incontro convocato a Villanova di San Bonifacio dal comitato in difesa del «Fracastoro». Un incontro che era riservato agli iscritti del movimento, ma al quale erano presenti i rappresentanti di ben 19 amministrazioni municipali, cinque consiglieri regionali ed un parlamentare. Sonia Biasin, la sindaca di Zimella, ha parlato di una situazione di «insicurezza» che ha vissuto in prima persona. «Recentemente ho dovuto portare al pronto soccorso una signora anziana che aveva avuto problemi di salute improvvisi e devo dire che non vedevo l’ora di potermene andare», ha affermato la prima cittadina zimellese. «In sala d’attesa c’eravamo io e due persone che bivaccavano, il cui comportamento non induceva certo a stare tranquilli». «Avevo paura, lo ammetto, e quando è stato il momento di andarmene mi sono sentita più tranquilla pur avendo, purtroppo, l’impressione che la dimissione dal pronto soccorso fosse stata un po’ troppo veloce», ha detto Biasin la quale non ha esitato a dire che ci sarebbe «una deriva nelle scelte in tema sanitario della Regione, volta alla privatizzazione». A rincarare la dose è stato poi Sergio Tomiozzo, vicesindaco di Vestenanova, ma anche infermiere in servizio proprio al pronto soccorso dell’ospedale Fracastoro. «Non mi sorprendo di quello che ha detto il sindaco di Zimella», ha esordito Tomiozzo. «Purtroppo le violenze si verificano a cadenze pressoché settimanali, tanto che gli operatori hanno chiesto un servizio di sicurezza specifico ma ci è stato detto che non può essere attivato perché mancano le risorse», ha aggiunto. A margine dell’incontro, il vicesindaco Tomiozzo ha spiegato che queste situazioni hanno come vittime principali le persone che lavorano al pronto soccorso. «Praticamente ogni giorno ci sono aggressioni verbali nei confronti di infermieri e medici a causa di persone che sono esasperate dalle attese, e sono accadute anche delle aggressioni fisiche; non molto tempo fa, ad esempio, una mia collega ha subito delle percosse». La denuncia è grave, ma, secondo Tamiozzo, non è un fatto che si riferisce soltanto all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio: «Purtroppo questi fatti succedono qui come in altri pronti soccorso d’Italia, ma noi li denunciamo comunque regolarmente», aggiunge. L’amministratore-infermiere ha spiegato, inoltre, che di notte è in servizio un’unica guardia giurata che deve controllare tutto l’ospedale ed anche i suoi spazi esterni. L’Ulss 9 Scaligera offre, però, una visione piuttosto diversa del problema della sicurezza al pronto soccorso a San Bonifacio. «Nell’ultimo mese non risultano esserci state aggressioni, né verbali né fisiche, nei confronti di chi lavora al pronto soccorso di San Bonifacio», sostiene l’azienda sanitaria. Dalla direzione viene spiegato che ogni giorno è in servizio una guardia giurata che inizia il suo lavoro nel tardo pomeriggio e lo conclude alle 7 del mattino. Il vigilante ha sì il compito di sorvegliare l’intero nosocomio, ma è anche in contatto diretto con la portineria e gli spazi dedicati alle emergenze. Gli unici problemi reali, sempre stando all’Ulss 9, sono quelli legati all’affollamento che può creare qualche difficoltà di convivenza con pazienti perché può succedere che vi siano presenti persone in condizioni igieniche «precarie». «Ci sono poi un paio di persone che di notte cercano di ripararsi al caldo, nella sala d’attesa, ma vengono regolarmente allontanate», viene riferito dall’azienda sanitaria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Fiorin
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