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24.05.2019

Nefrologia e dialisi, Sos al Fracastoro

Silvano Domenichini e Remigio Fiore, dializzati di Colognola ai Colli
Silvano Domenichini e Remigio Fiore, dializzati di Colognola ai Colli

Nefrolologia e dialisi, «si salvaguardi l’eccellenza dell’Unità operativa dell’ospedale Fracastoro»: è l’appello lanciato da Remigio Fiore e Silvano Domenichini, due dializzati di Colognola ai Colli che come centinaia e centinaia di pazienti ogni altro giorni approdano a San Bonifacio all’ospedale dell’Ulss 9 Scaligera per sottoporsi alla terapia salvavita. Alla vigilia della festa dell’Arti, l’Associazione rene trapiantati italiani di Colognola ai Colli che si ritrova domenica, hanno deciso di prendere la parola a nome di tanti malati per dire il loro grazie allo staff della nefrologia e dialisi ma anche lanciare un appello all’Ulss 9 perchè il servizio non vada incontro ad ulteriori ridimensionamenti. «Dal punto di vista dell’assistenza non possiamo dire nulla, è eccellente e lo è ancor di più se si pensa che è garantito da un numero di persone inferiore a quello che sarebbe necessario. È la dimostrazione concreta di un’Unità operativa che funziona», dicono Fiore e Domenichini, «ma che accusa anche il peso di una mole di lavoro notevolissima. Siamo sempre stati accolti e seguiti nel migliore dei modi tanto dai medici quanto dagli infermieri, ma si percepisce un certo malessere. Non è un lavoro semplice, quello degli operatori, i pazienti anziani poi richiedono un carico di lavoro supplementare e per questa ragione lanciamo un sos perchè non si vada al di sotto dei numeri di oggi». Ogni giorno, come raccontano i due uomini, in dialisi si turnano 14 pazienti in sala e altri quattro in una saletta attigua, «ma a volte il medico non c’è, perché impegnato in reparto. Certo, se ci fosse bisogno arriverebbe subito, ma anche questa situazione sottopone a grande stress chi lavora lì». FIORE IN DIALISi va da anni, Domenichini (che fu trapiantato 20 anni fa) ci è tornato a novembre: è il primo, dalla sua esperienza, a segnalare come «non siano stati rimpiazzati i due medici che mancano da 2-3 anni. Oggi abbiamo quattro medici e un primario facente funzioni: va tutto bene», dice Fiore, «ma sotto questa soglia non si può pensare di scendere». Voci di corridoio da tempo fanno rimpallare la notizia della possibile esternalizzazione del servizio con l’attivazione di un terzo turno giornaliero di dialisi: c’è chi interpreta la voce come una estrema ratio a cui si ricorrerebbe per tamponare la situazione, chi la pesa con preoccupazione perché la sovrapposizione di diverse equipe porterebbe con sé nuovi disagi. A sgombrare il campo è però l’Ulss 9 Scaligera che esclude questa possibilità smentendo di fatto la voce soprattutto perchè ad escludere ogni possibilità sarebbe il problema che sta a monte, e cioè la cronica carenza di medici. «Ho voluto prendere la parola perché sulla mia pelle, da novembre, ho verificato l’efficienza della nefrologia e dialisi, e ho potuto farlo anche alla luce della mia esperienza pregressa. Il lavoro di queste persone è ecomiabile», sottolinea Domenichini, «ho ritenuto giusto riconoscerlo e fare quel che potevo per difendere il loro benessere lavorativo e, di conseguenza, anche la salute di tutti noi». •

P.D.C.
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