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20.02.2020

Maestra in pensione
muore, scoperta
dopo due giorni

La villetta di via Salvo D’Acquisto in cui viveva la maestra Giovanna Mercati FOTO DIENNE
La villetta di via Salvo D’Acquisto in cui viveva la maestra Giovanna Mercati FOTO DIENNE

Un miagolio sommesso, due musetti infilati in una ciotola bianca vuota che poi fanno capolino tra le inferriate del cancelletto di ingresso: quei due gatti oltre il cancello di una villetta di via Salvo d’Acquisto a San Bonifacio, sono parte della «famiglia» di Giovanna Mercati.

Era una settantenne maestra in pensione che martedì mattina i pompieri hanno trovato esanime sul pavimento di casa sua. 

I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della Polizia locale di San Bonifacio ai quali si era rivolto il medico di base della donna, preoccupato del fatto che la stessa avesse disertato alcune visite mediche e non fosse contattabile ma anche intenzionato a prestarle l’assistenza della quale, si era convinto, avesse bisogno. Al campanello di quella casa con tutte le tapparelle abbassate, però, nessuno ha mai risposto e agli agenti è bastato chiedere un po’ in giro, e verificare che da qualche giorno la situazione dell’abitazione appariva ai più immutata, per capire che era necessario l’aiuto dei vigili del fuoco. Sul posto in pochi minuti sono arrivati i pompieri del distaccamento di Caldiero che sono riusciti ad entrare in casa forzando una tapparella e rompendo un vetro: il corpo della donna, morta per cause naturali da almeno due giorni, era a poca distanza, sul pavimento.

 

Nessuno, prima di loro, era riuscito ad entrare mai in quella abitazione: la signora ne aveva fatto il suo mondo impenetrabile, un mondo in cui ogni cosa sembrava aver diritto ad uno spazio, rifiuti compresi. Un mondo tutto suo, costruito giorno dopo giorno da una donna che sino a qualche anno fa condivideva lo spazio con l’anziana madre e che poi si era ritrovata sola coi suoi fantasmi. Quelli che le avevano reso molto difficili gli ultimi anni di lavoro, che rendevano difficilissimo rapportarsi con chi le stava più vicino, dai parenti che risiedono in altri paesi a chi dalle finestre vedeva la stessa strada, e che le facevano vedere nemici ovunque, tranne che tra quelle pareti e coi suoi gatti.

Sono stati loro la famiglia della donna negli ultimi anni, tanti gatti ai quali non mancava mai di provvedere e che le avevano fatto guadagnare l’appellativo di gattara della via. Un mondo tutto suo, inavvicinabile, che conviveva però con un’indole buona, premurosa e simpatica: così, almeno, la conoscevano gli agenti della Polizia locale ai quali assiduamente faceva visita.

 

«SITUAZIONI INACCESSIBILI»

Una parola, un saluto, un gelato nelle giornate calde: eccola qua l’altra Giovanna. «Il pianeta anziani è fatto di situazioni inaccessibili: sono quelle in cui non ci sono criticità economiche ma una solitudine che alza muri impenetrabili, un isolamento volontario che porta a respingere ogni forma di aiuto. Se ne erano accorti anche alcuni vicini», dice il sindaco Giampaolo Provoli, «e so che su loro attivazione per tre volte, nell’ultimo periodo, i carabinieri avevano suonato a quel campanello. Un sindaco non ha strumenti, può mettere a disposizione una rete di sostegno e poi ci sono le forme coatte di intervento, ma a precise condizioni».

E a questo, da qualche giorno, si pensava attivando procedure e iter senza che, però, nessuno sapesse che il destino aveva invece deciso diversamente. Resta una casa vuota, la preoccupazione di qualcuno che la sente minacciata dalla possibilità che possa essere occupata, la compassione di altri che chiedono quando, ora che la morte naturale è stata accertata, saranno celebrati i funerali: e restano quei gatti, i sacchi vuoti di crocchette e quel giardino in cui, su un albero, ancora dondolano al vento le palle rosse dell’ultimo Natale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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