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21.04.2019

«La nostra struttura è un centro di riferimento»

La prima firma sulla lettera dei sindaci dell’Est è quella di Gianpaolo Provoli, primo cittadino di San Bonifacio, che spiega: «Riteniamo fondamentali le osservazioni che proponiamo per garantire una qualità di servizi degna di un bacino di 165mila abitanti. Questo documento è stato possibile allegarlo alla presentazione della Conferenza dei sindaci perché c’era necessità di una rielaborazione che si è conclusa solo in questi giorni e mercoledì ho presentato il documento a tutti i consiglieri regionali della quinta commissione. La cosa importante è che sedici sindaci, quindi una maggioranza importante di sindaci interessati al Fracastoro, mettono in evidenza la necessità di un ripensamento sul concetto della lungodegenza, che è quella parte che ha bisogno di posti letto con strutture di monitoraggio, fondamentale per l‘anziano che esce dal post-acuto e ha bisogno di tempi lunghi per il recupero e quindi è inaccettabile una riduzione. Non possiamo poi prescindere», sottolinea Provoli, «dalla necessità di un aumento di letti nei reparti di medicina e geriatria, che più soffrono in quanto legati alla lungodegenza e al problema anziani. C’è quindi anche la grande necessità di un incremento di posti negli ospedali di comunità, che dopo la lungodegenza partecipano appunto alla fase riabilitativa», E ancora: «Per quanto riguarda lla riabilitazione all’interno dell’ospedale, dove è prevista solo quella ortopedica, riteniamo che debba essere estesa a tutte le specialità. Altro dato importante il primariato che gestisca tutta questa realtà, perché per organizzare una riabilitazione così complessa c’è bisogno di un vertice, che non è invece previsto». Circa il laboratorio analisi: «Non possiamo pensare che sparisca perché ci sono attività di laboratorio che devono essere previste in quanto ospedale “spoke”, a supporto delle urgenze e necessità forti, ad esempio del Pronto soccorso, ma anche degli altri reparti. Le malattie croniche, inoltre, hanno bisogno di una Unità semplice, dedicata al diabete, con tutte le cronicità che si hanno con il diabete e quindi con la necessità di visite coordinate programmate e non visite che rientrano nel campo delle visite generalizzate, senza bisogno di ulteriori nuove prenotazioni; così come le analisi di routine dell’occhio, che il diabete a volte comport». Circa le liste di attesa e Cup dice: «Vogliamo che siano presi in considerazione notevoli cambiamenti: il primo riguarda l’aspetto della diagnosi, che va inserirsi nella nuova Tac e nella risonanza magnetica, che ci sarà. Se c’è carenza di organico bisogna fare una riflessione su tutta l’Ulss, quindi se San Bonifacio ha un numero di prestazioni più alto per medico rispetto ad altre aree, occorre pensare che alcuni medici vengano trasferiti dalle zone dove ci sono meno richieste».

G.B.
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