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12.02.2020

La commissione patenti è più vicina

L’opedale Fracastoro potrebbe accogliere la commissione patenti
L’opedale Fracastoro potrebbe accogliere la commissione patenti

La Commissione medica patenti torna ad Est. Mancano ancora i medici, ma con un po’ di fortuna la soluzione è vicina: basta che ci siano almeno due medici di medicina legale liberi professionisti che entro il 16 febbraio diano la propria disponibilità partecipando al bando pubblicato dall’Ulss 9 Scaligera; una delle destinazioni infatti è proprio San Bonifacio. «L’Ulss, facendosi carico della pressante richiesta del territorio, si è attivata con la Regione Veneto e ha ottenuto l’autorizzazione all’assunzione di medici per ripristinare la commissione che funzionava fino a qualche anno fa all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio», annuncia Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del gruppo misto. Con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, ma anche con l’avvio della politica di razionalizzazione dei servizi, la commissione medica patenti operante a San Bonifacio era stata accorpata al Palazzo della Sanità, a Verona. Facile intuire i disagi cui sono andati incontro, almeno fino al 2012, gli utenti e soprattutto i guidatori ultraottentenni, che solo da quell’anno sono stati esonerati dall’obbligo di effettuare il rinnovo della patente di guida attraverso la visita in Commissione medica. Il disagio però è rimasto per le categorie che, riguardo al rinnovo della patente di guida, la legge indirizza alla Commissione medica locale patenti. «Negli anni mi è stato spesso sollevato questo problema e non ho mai mollato l’osso», dice Valdegamberi e con lui pure Giampaolo Provoli, sindaco di San Bonifacio che più volte si era fatto interprete, spesso anche con i sindaci dei Comuni dell’Est veronese, di richieste formali in questo senso. «Accolgo con grande soddisfazione questo annuncio», dice Provoli, «perché da sei anni, come sindaci, rinnoviamo le pressanti richieste che partono da utenti con diversi tipi di fragilità, che a volte hanno necessità di recarsi con una certa frequenza alla Commissione medica locale patenti e che in molti casi sono costretti a chiedere l’assistenza di familiari per raggiungere Verona». La Commissione medica locale patenti, infatti, valuta l’idoneità alla guida di alcuni utenti particolari, dalle persone che sono affette da specifiche patologie alle persone che presentano con disabilità motorie; dagli utenti ultrasessantenni con patenti per la guida di autobus o di autosnodati a ultrasessantacinquenni che conducono mezzi pesanti; fino alle persone che soffrono di diabete oppure che sono costrette alla revisione periodica della patente su disposizione della Prefettura o della motorizzazione. «Disagi su disagi, tempi lunghi, spese, trasferte: se le cose fileranno lisce, a breve il problema sarà risolto», assicura Stefano Valdegamberi. Il consigliere regionale aggiunge anche un augurio: «Bello sarebbe,inoltre, se questo esempio di delocalizzazione venisse seguito anche dall’Inps: l’Ulss 9 Scaligera, in seguito a un recente colloquio con il direttore generale Pietro Girardi, è pronta a concedere gli spazi necessari al lavoro della commissione». Dal 2014 la Regione Veneto ha affidato in via sperimentale all’Inps le funzioni di accertamento dei requisiti sanitari per l’ottenimento dei benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità ai fini lavorativi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
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