CHIUDI
CHIUDI

18.09.2019

Il giudice blocca l’operazione Unicoge

La sede del Tar a Venezia
La sede del Tar a Venezia

Annullate dal Tar le delibere dei consigli comunali di San Bonifacio e Cologna Veneta, che istituivano la nuova società Agsm Est veronese per l’esercizio del diritto di prelazione sull’acquisto delle quote di Unicoge in dismissione. Il Comune di Lonigo canta vittoria. È stata pubblicata ieri la sentenza del Tribunale amministrativo regionale sul ricorso presentato dal Comune vicentino contro la decisione di San Bonifacio e Cologna di conferire le proprie quote Unicoge alla newco costituita per l’occasione, - Agsm energia Est veronese srl – con l’obiettivo di acquisire ulteriori quote della società a partecipazione pubblica che vende gas ed energia elettrica nell’Est veronese e nel Basso vicentino. L’amministrazione comunale di Lonigo aveva manifestato l’intenzione di vendere la propria partecipazione alla società, così come in un primo momento avevano stabilito anche Colognola, Soave e Zimella. Le amministrazioni comunali di San Bonifacio e Cologna, invece, hanno fatto una scelta diversa. Non solo non intendevano (e non intendono ora) vendere le quote di Unicoge, bensì desiderano incrementare la propria partecipazione all’interno della società. «I dividendi dell’Unicoge fanno entrare ogni anno nelle casse del Comune di San Bonifacio, detentore del 23% delle quote, da 270 a 300 mila euro, utili per mantenere basse le tariffe e fornire servizi migliori ai nostri concittadini», aveva spiegato a suo tempo il sindaco di San Bonifacio Giampaolo Provoli. «Vogliamo valorizzare il nostro patrimonio». Per riuscire ad avere sufficiente dotazione finanziaria per allargare la loro partecipazione i due Comuni veronesi (Cologna detiene il 10%) avevano deliberato in consiglio comunale la costituzione di una nuova società, Agsm Est veronese, derivata dalla multiservizi Agsm del Comune di Verona. Avrebbe dovuto esercitare il diritto di prelazione sulle partecipazioni dismesse dagli altri Comuni, tra i quali Lonigo, che detiene il 18% di Unicoge. Il Comune di Lonigo ha ritenuto illegittima l’iniziativa. «L’operazione societaria lede i nostri interessi», ha sostenuto, «infatti compromette il corretto espletamento della procedura di alienazione delle nostre quote sociali». Per i legali del Comune di Lonigo «l’ingresso della newco nella compagine sociale di Unicoge altererebbe lo svolgimento della gara per l’alienazione delle quote degli altri soci, poiché scoraggerebbe gli operatori interessati dal parteciparvi». La sentenza del Tar ha annullato le delibere dei Comuni veronesi e ha condannato San Bonifacio e Cologna al pagamento delle spese legali. «Questa sentenza ci dà pienamente ragione», commenta il sindaco di Lonigo Luca Restello. «Il nostro Comune sta subendo gravi danni a causa di un’operazione illegittima compiuta dal Comune di Verona, proprietario di Agsm, da San Bonifacio e Cologna». Di diverso avviso le controparti. «Ci aspettavamo questo esito», ammette il sindaco di Cologna Manuel Scalzotto, «però la sentenza ci conforta perché ritiene legittima l’azione avviata dai due Comuni», chiarisce. «Siamo pronti a ritirare le delibere e ad approvarle con i necessari correttivi indicati dal Tar. Dobbiamo evidenziare maggiormente l’interesse pubblico dell’operazione; inseriremo nei patti parasociali regole che attribuiscano ai Comuni maggior peso nella governance della nuova società. Queste sono le linee guida che ci ha indicato il tribunale e noi le seguiremo, a meno che i Comuni soci non vogliano riflettere insieme sul futuro della società. Da parte mia la disponibilità al dialogo c’è, è stato Lonigo a fare pressioni affinché vendessimo tutti le nostre quote». Commenta Provoli: «Questa sentenza entra nel merito della questione. L’operazione di conferimento delle quote alla nuova società è possibile e lecito. Dobbiamo solo migliorare le carenze presenti sulle motivazioni riguardo l'interesse pubblico e stabilire la presenza di un Cda che ci rappresenti maggiormente come Comuni. Non c’è traccia di turbativa d’asta e viene affermato il sacrosanto diritto di prelazione sulle quote societarie». Che il clima in Unicoge sia tutt’altro che sereno è evidente. Recentemente il presidente Roberto Chiamenti si è dimesso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1