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14.04.2019

Ferrarese in lizza per il centrodestra

Il neo candidato sindaco Emanuele Ferrarese, 54 anni, due figli corre per il centro destra FOTOAMATO
Il neo candidato sindaco Emanuele Ferrarese, 54 anni, due figli corre per il centro destra FOTOAMATO

Sicurezza al primo posto, ma con l’ottica del sociologo: «La microcriminalità radicata nel degrado, nasce da diritti che non ci sono e proprio da qui, dalla prevenzione che parte dalla base delle persone si deve lavorare per la tutela di tutti». Il Ferrarese-pensiero sta tutto qua: Emanuele Ferrarese, che ieri ha debuttato come candidato a sindaco, ha scelto una storica trattoria di San Bonifacio per presentarsi ed il suo parlare per mettersi tra la Lega che lo ha scelto dopo il lavoro di ricucitura della base del commissario Matteo Mattuzzi, la Liga veneta repubblica dell’ex sindaco Silvano Polo, Forza Italia del coordinatore Claudio Melotti e la civica «Per San Bonifacio» che con Stefano Bissa riunisce la società civile ed il mondo del volontariato. Un coacervo di liste in grado di garantirgli una buona quantità di voti anche se l’esito delle elezioni a San Bonifacio è ancora tutto da definire come ripetono tutti i candidati in lizza. CHI È. Ferrarese è un imprenditore che nella sua azienda, a Cologna Veneta, fa sventolare sette bandiere e cioè il tricolore e le sei bandiere nazionali dei suoi 35 dipendenti. Ha 54 anni, vive nel mondo del volontariato da quando ne aveva 20, sposato, 2 figli, è stato due volte assessore, candidato a sindaco nel 1999 e da dieci anni aveva abbandonato la politica. LA TRATTORIA. «Riparto da un luogo storico e popolare, questa trattoria, perchè voglio essere il sindaco della gente e perchè ritengo i valori del passato una ricchezza su cui costruire il futuro. Nel rispetto dei nostri sette campanili e delle nostre sette frazioni», ha promesso Ferrarese, «andrò a cercare gli altri punti di riferimento nel territorio». Sono tre le parole che usa per sintetizzare il suo progetto: «Libertà, solidarietà, rispetto delle regole. Quando mi è stato chiesto l’impegno, ho detto che si poteva andare avanti solo togliendo la ruggine del passato», ha detto rispetto alle divisioni che negli anni hanno deflagrato il centro-destra, «questo paese ha bisogno di aria e progetti nuovi, di coraggio. La Lega non mi ha posto condizioni», puntualizza, «e questo è stato l’elemento fondamentale. Solo liberi e senza condizioni si può fare il sindaco dei cittadini e garantire tutti». IL PROGRAMMA. Il programma è, come dice lui, «una pagina bianca che vogliamo scrivere insieme coinvolgendo tutte le forze politiche e tanti giovani» ma una priorità ce l’ha: è il tema caro alla Lega, cioè la sicurezza, ma declinato in maniera diversa. «Non sono un poliziotto, i fenomeni vanno compresi e si deve lavorare sulla prevenzione. L’acquisizione di diritti è una tutela per tutti», dice Ferrarese, «ed il degrado va affrontato dalla base dei problemi. Andranno controllati il registro della popolazione temporanea e tutte le richieste di residenza e lo farò in prima persona: senza lavoro e senza casa sarà molto difficile potersi stabilire qui. Non sarò un poliziotto», chiarisce, «ma applicherò al massimo gli strumenti che la legge prevede per dare maggiore sicurezza ai cittadini». SICUREZZA. Un’altra idea è quella di coinvolgere i cittadini nella rete della videosorveglianza: «San Bonifacio è stato uno dei primi luoghi dotati di una rete capillare: va verificato il funzionamento, eventualmente potenziata e verificata la possibilità di estenderla, compatibilmente con le risorse disponibili, ai cittadini». In platea i volti della politica locale, regionale e nazionale di Lega e Forza Italia: i primi pongono l’accento sulla «filiera» politica prima nazionale e poi regionale che può dare garanzie e strumenti alla futura amministrazione, i secondi mettono sul tavolo dei valori su cui lavorare anche il lavoro e la sua difesa, l’economia. Una convinzione li accomuna tutti: «Solo Ferrarese ed un centro-destra unito danno la maggiore garanzia di poter vincere». •

Paola Dalli Cani
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