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14.05.2019

Dal Cero Guarino, manca la soluzione

L’Istituto Dal Cero di San Bonifacio
L’Istituto Dal Cero di San Bonifacio

Vandalismi e convivenze forzate: la Provincia dice no alla lettura che dell’effrazione e dei danneggiamenti avvenuti nella notte tra venerdì e sabato all’Isiss Dal Cero ha dato la dirigente Silvana Sartori. La preside aveva interpretato il fatto, e in particolare il riferimento a una guerra tra le due scuole apparso su una lavagna, come segnale di esasperazione per la convivenza forzata imposta dalla carenza degli spazi. Nel seminterrato della sede centrale del Dal Cero in via Fiume, infatti, sono ospitate nove classi prime del Guarino con un ingresso indipendente dal quale, nella notte tra venerdì e sabato, sono entrati i responsabili del raid. «Associare questo atto vandalico alla questione degli spazi scolastici è una ricostruzione forzata», dice il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, «la competizione tra studenti di diversi istituti c’è sempre stata, ma qui si sta parlando di un gesto compiuto da qualche sciocco e alzare i toni rischia soltanto di provocare l’effetto contrario». La pensa così anche Maurizio Bianchi, preside del Guarino: «A fronte di reati come effrazione, intrusione, danneggiamento e furto non vedo collegamenti con il problema spazi, chi ci vede relazione avrà i suoi perché». La competenza sugli istituti superiori è della Provincia e Scalzotto dice: «Avuta la stima dei danni, ripristineremo quanto di nostra competenza in tempi brevi. Cercheremo anche di capire dalla dirigente cosa non ha funzionato nel sistema d’ allarme e, nel caso, saremo ovviamente disponibili ad aiutare l’istituto anche su questo aspetto». Sia o meno la causa dei danneggiamenti, il tema degli spazi è tornato di attualità: «La Provincia, ad agosto 2018, ha elaborato un piano con tre priorità da affrontare sul territorio scaligero e l’ambito di San Bonifacio è una di queste. A dicembre», spiega Scalzotto, «abbiamo convocato un tavolo con Ufficio scolastico, amministrazione e presidi per affrontare la questione e come ipotesi per il breve periodo c’era la possibilità di scambiare le sedi tra le due scuole, proposta non accolta dai dirigenti scolastici». Di qui la decisione di procedere con la condivisione degli spazi. Sul tavolo, però, c’è anche l’ipotesi di una nuova scuola su un’area messa a disposizione dal Comune di San Bonifacio. «Stiamo valutando l’opzione polo unico, ma se fosse ritenuta attuabile sarà una soluzione sul lungo periodo». Alla Provincia si rivolge il preside Bianchi: «La gestione non è tra i due dirigenti né tra docenti e dirigenti quanto della Provincia. Non c’è alcun contrasto tra scuole, oggi gli spazi sono relativamente sufficienti. O si pensa a un nuovo polo scolastico (al quale la collega Sartori oppone un lapidario no, ndr) o si attende». La dirigente del Dal Cero aveva indicato come soluzione dei problemi del Guarino gli spazi del liceo associato Roveggio di Cologna Veneta. «Da quando siamo partiti con il liceo sportivo le iscrizioni sono in aumento. Il polo liceale a San Bonifacio è riferimento baricentrico per studenti di 30 Comuni veronesi e vicentini ed è improbabile dislocare un indirizzo a Cologna, a meno di un trasporto dedicato», replica Bianchi. Risulta malessere dei docenti per gli spazi? «Orari e cattedre a scavalco fanno parte dell’organizzazione e sono situazioni normali», risponde. E il no allo scambio delle sedi? «Si era valutata la possibilità di occupare spazi alla sede decentrata del Dal Cero e la contrarietà è vera. Non sta a me, a noi dirigenti, ma alla Provincia andare al di là delle proposte e procedere». Intanto ieri pomeriggio al Dal Cero sono state recuperate alcune medaglie rievocative che si pensava fossero state rubate e pure una maglietta e un giubbino: «Amara conferma», considera la dirigente Sartori, «della natura del raid vandalico». •

Paola Dalli Cani
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